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Trascorrere una piacevole serata al Gallaccio

Alcuni anni fa tre amici, con studi e stili di vita diversi, ma nel contempo accomunati dalla stessa passione per la ristorazione, hanno aperto a Livorno il Gallaccio, un locale delizioso dove poter gustare galletti alla griglia, magari sorseggiando anche un boccale di birra artigianale.

Il Gallaccio Livorno

Se srotoliamo lentamente il nastro dei ricordi e ci soffermiamo agli anni ’90, tanti potranno ricordarsi la celeberrima réclame dei galletti Valle Spluga, 100% italiani, genuini, croccanti e facilmente digeribili da tutti. Al Gallaccio vi serviranno proprio quelli con le immancabili patatine fritte e salse sfiziose. Al di là del menù che comprende anche hamburger, taglieri di salumi e tanto altro ancora, una nota a sé la merita indubbiamente l’arredo ricercato, per cui il locale riesce a distinguersi dall’anonimato.

Locale polli alla griglia il Gallaccio

All’esterno è stato ricreato un angolo volutamente rétro con oggetti di recupero, dalla vecchia scala a pioli ai contenitori di latta, dai pancali di legno al tavolino in ferro arrugginito. Ogni elemento della scenografia conferisce un aspetto velatamente trasandato, ma anche romantico. In questo spazio la palette cromatica dominante gioca su sfumature chiare, dal panna all’écru delle bergère fino al grigio chiarissimo dei secchielli in zinco.

Il Gallaccio Livorno

Il Gallaccio

E non crediate che finisca qui. I proprietari hanno sbizzarrito la loro fantasia anche all’interno. Appena si varca la porta d’ingresso a vetri, basterà sollevare lo sguardo in alto ed essere avvolti da un’improvvisa sferzata di colori. Tanti ombrelli ondeggiano sul soffitto (un’installazione del genere era già stata proposta lungo la via principale di Pietrasanta la scorsa estate), dai colori vitaminici, leggeri e inafferrabili come gli aquiloni.

Ombrelli il Gallaccio

Il Gallaccio

Guardandosi attorno è possibile scorgere tanti altri oggetti particolari, dalle vecchie valigie accatastate su degli scaffali ai quadretti e alle targhe in alluminio, tutte raffiguranti gli iconici galletti, dai diversi tipi di lanterne alle sedie spaiate.

Il Gallaccio

Il Gallaccio

Insomma, il riutilizzo creativo la fa da padrone, ma con sapienza e buon gusto. Ah, mi raccomando di non chiedere le posate quando vi porteranno le pietanze. Qui forchette e coltelli sono in sciopero, in barba alle regole del galateo. Così nessuno potrà guardarci strano se ci leccheremo le dita a fine pasto. D’altronde un piccolo piacere è sempre bello concederselo ogni tanto. Non è vero? Alla prossima!

 

Indirizzi utili

Il Gallaccio

Via U. Mondolfi, 150

57128 Livorno

Tel. +39 0586 501524

www.gallaccio.it

info@gallaccio.it

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Una sosta ricaricabatterie alla Ménagère: concedersi un po’ di tempo per sé

Ormai le vacanze sono diventate un ricordo sbiadito. Nonostante questo non ci dobbiamo rassegnare ad adeguarci a uno stile di vita più monotono. La classica routine casa-lavoro vs lavoro-casa non deve essere intesa come una landa deserta e sterminata in cui è impossibile trovare un’oasi di ristoro. Ogni tanto concedersi una pausa per sé può essere di estremo beneficio, partendo proprio dalle cose più semplici. Basta solo volerlo!

Io ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo per me proprio un paio di giorni fa, passeggiando per le vie di una tra le città più belle al mondo, Firenze. Ci vado spesso, almeno due volte al mese, e quasi sempre mi stupisce, offrendo alla vista scorci inediti. Però, in quest’ultima occasione sono voluta tornare in un posto che  conoscevo e di cui ho già parlato in un precedente post.

Artemisia Florence

Dopo aver girovagato quasi un’ora per il centro, ho imboccato Via de’ Ginori e a metà strada ho deciso di fare una sosta alla Ménagère. Mi sono assicurata un posto a sedere davanti al bancone floreale Artemisia, negozio integrato al concept-restaurant, e ho ordinato una crostatina alla frutta fresca e un tè al limone e citronella. Da questa prospettiva privilegiata mi sono divertita a fotografare in diretta alcuni attimi di vita di persone sconosciute.

concept-restaurant Florence

Delle ragazze straniere con jeans strappati all’altezza del ginocchio e gli orli sdruciti portavano enormi cuffie e facevano scivolare a velocità supersonica le loro dita sullo smartphone, una giovane mamma dai tratti somatici orientali baciava la sua bambina che si ostinava a non voler mangiare il croissant della colazione. I camerieri si muovevano in silenzio, quasi in punta di piedi, tenendo in equilibrio vassoi di tazze fumanti. Tutti erano immersi nel loro mondo e davvero raro era poter scorgere uno scambio di sguardi o di parole.

D’altronde non ci deve stupire che in questi tempi moderni ci sono solo il click dei cellulari, delle parole scritte su Whatsapp e sui social media, a dettare le ore della vita. Tuttavia nutrirsi esclusivamente di  tecnologia non servirà a colmare il senso di vuoto e inadeguatezza che spesso ci tormenta. Forse l’idea di riprendere l’abitudine di raccontarsi e raccontare guardandosi negli occhi, ci farebbe sentire meno soli e distanti. Impariamo a essere meno virtuali e torniamo a essere più reali, cominciando proprio da noi stessi. Voi che ne dite? Alla prossima!

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Da HOMI a Maison & Objet: i Saloni della Casa

Settembre è il mese delle fiere. Chi opera nel settore del design e del complemento d’arredo avrà certamente segnato in agenda due date, quella di HOMI e quella di MAISON & OBJET.

Fiere Nazionali Internazionali

Entrambe hanno come denominatore comune il pianeta casa, ma il primo Salone si svolge a Milano presso il polo fieristico di Rho e il secondo a Parigi nel centro congressi di Nord Villepinte.

Di cosa si tratta potrete scoprirlo direttamente sui rispettivi siti mentre io, invece, vorrei raccontare in breve la mia prima visita a queste fiere, un mondo fino al 2009 completamente sconosciuto.

Srotolando lentamente il nastro dei ricordi mi fermo proprio a quell’anno,  l’anno del grande salto nel buio o meglio l’inizio della mia avventura nella giungla del commercio.

Prima della trionfale apertura di quello che sarebbe stato per sei anni il mio negozio, La Corte Fiorita, decisi di fare i primi acquisti proprio a Parigi.

Con un certo anticipo prenotai il volo da Pisa e dopo un paio di mesi, quasi senza neanche accorgermene, mi ritrovai nella capitale francese. Non stavo più nella pelle, ero a Parigi per il mio primo viaggio di lavoro. Non semplice, a pensarci bene, perché dovevo investire una somma di denaro, valutando attentamente il rapporto qualità/prezzo.

Chi lo aveva mai fatto prima? Io, che le volte che mi innamoro di qualcosa, fortunatamente sono davvero poche, non baderei a spese. Mi ricordo ancora perfettamente il momento in cui entrai, con il catalogo degli espositori in mano, al primo padiglione a Nord Villepinte.

I miei occhi iniziarono a girare come trottole impazzite. Mi sentivo come una bambina quando entra in un negozio di giocattoli. Una miriade di luci e candele, sfilate interminabili di porcellane finemente decorate e tovaglie damascate, quadri e conchiglie a coronare magnifici allestimenti scenografici.

MaisonetObjetParigi

Un viavai di persone scorreva davanti ai miei occhi, uomini dal fascino misterioso con turbante, donne con abiti signorili e lo sguardo fiero si aggiravano quasi danzando tra uno stand e l’altro. Quello fu indubbiamente l’anno migliore, l’anno della novità, l’anno in cui la crisi sembrava concedere ancora un briciolo di speranza, l’anno in cui potevo ancora osare senza essere costretta a mettere il lucchetto al portafoglio.

HOMI Milano

La prima volta a HOMI, io l’ho conosciuto con il vecchio nome Macef, è stata differente. A dire la verità la ricordo un po’ come un incubo. Il tassista che mi fece fare un giro interminabile alla ricerca di un albergo che pareva inesistente per riportarmi alla fine, innervosito lui e sfinita io, al punto di partenza. Il bello è che dovetti anche pagare quel viaggio a vuoto. Quindi la giornata non iniziò sotto i migliori auspici.

Ovviamente è un Salone ben strutturato, negli anni si è evoluto, ha tenuto il ritmo, adeguandosi ai tempi, agli stili e alle nuove tendenze ma non ha ancora appreso appieno la tecnica di coinvolgere, creare e stimolare emozioni nell’arte di arredare uno spazio che sia piacevole da vivere purché sia sempre pronto ad accoglierci e a proteggerci.

HOMI Milano

In questo dobbiamo proprio ammettere che Parigi è ancora un passo avanti. Alla prossima!

Maison et Objet Parigi

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Cartolina del mese: Sanremo

Questo mese siamo in Liguria. Sosta a Sanremo, la città dei fiori e della canzone per antonomasia. È piacevole girovagare in lungo e in largo per la città, soprattutto a piedi.

Cartolina da Sanremo

Partendo dal suo cuore pulsante, la sempre affollata Via Matteotti, si possono ammirare le vetrine e, perché no, cadere qualche volta in tentazione, fermarsi per un caffè a uno dei tanti bar e magari farsi anche un selfie di fronte all’ingresso del celeberrimo Teatro Ariston, scenario del festival della canzone italiana da ormai più di mezzo secolo.

Sanremo

Non potrete, poi, farvi sfuggire una visita a un’altra gloria della città, il Casinò Municipale, splendida costruzione di inizio novecento. Il Salone Principale e la Sala Liberty con Soppalco sono la testimonianza di un fascino passato ma che comunque vuole essere ricordato e tramandato.

Sanremo

L’eleganza degli arredi, l’oro nelle finiture dei fregi e i maestosi lampadari in vetro soffiato veneziano mantengono inalterata l’atmosfera retrò dei vecchi tempi. All’inizio dello scorso secolo il Casinò era frequentato da sovrani, scrittori e artisti attratti dal gioco, ovviamente. Oggi è decisamente più alla portata di tutti. Proprio a questo cambio di rotta è da attribuire la preoccupante invasione delle slot machine. Non fatevi ammaliare dalle dinamiche insidiose del gioco ma percorrete, piuttosto, almeno un tratto di Corso degli Inglesi, una delle più belle strade residenziali, caratterizzata da un susseguirsi di ville Liberty con giardini lussureggianti.

Sanremo

Poi, fermatemi verso l’ora del tramonto lungomare e sedetevi a un tavolo del Victory Morgana Bay, un locale che non ha niente da invidiare a quelli delle località vicine decisamente più modaiole, come Montecarlo e Saint Tropez. Nella forma richiama una grande barca  mentre una cupola con la volta stellata funge da soffitto.

Victory Morgana BaySorseggiate uno dei favolosi drink dai colori succosi sulla terrazza panoramica e se non avete fretta di partire, fermatevi pure per la cena. La qualità del cibo e il servizio dello staff sono superlativi. Alla prossima!

Victory Morgana Bay

P.S. Per la cartolina di questo mese sento il dovere di ringraziare una cara amica, che con i suoi inseparabili amici pelosi, Nanà ed Enea, mi ha accompagnato alla scoperta di una città a misura d’uomo, dinamica e perfettamente funzionale. Una destinazione ideale per concedersi una seconda possibilità, proprio come ha fatto lei. Grazie B. per la tua cordiale ospitalità!

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Boutique su tre ruote: la nuova frontiera del commercio

Da sempre sono dell’idea che un negozio rappresenti in sé un’esperienza sensoriale ed emotiva, una continua fonte di ispirazione, una panoplia infinita di oggetti scelti con amore e cura estrema. Infatti per sei anni ho cercato insistentemente che la mia Corte Fiorita seguisse questa filosofia.

Ma purtroppo, poi, subentrano le odiate tasse, i dannati studi di settore e il commercio si trasforma in un campo minato dove alla fine si contano pochi superstiti. Mentre tante saracinesche si abbassano, emergono alla luce per fortuna nuove e alquanto originali realtà, promosse da imprenditori creativi e ingegnosi commercianti che si ostinano a non voler contemplare la parola “arrendersi”.

Una tra le idee più divertenti e in costante crescita è proprio quella della storica Ape Piaggio, oggetto iconico degli anni sessanta, poi abbandonato per un certo periodo sotto la greve patina del tempo e negli ultimi anni recuperato e attrezzato a negozio in movimento su tre ruote.

Boutique itineranti che offrono dalle creazioni artigianali ai bijoux, dai costumi a collezioni moda di lusso, dallo street food ai raffinati aperitivi tra mille bollicine di champagne e una porzione di ostriche ubriacate nel limone. Se poi si getta uno sguardo alla capitale britannica,  per le strade dei vari quartieri, da Soho a Camden, ci potrebbe capitare di trovare un’Ape Car color panna con logo blu Cina   che offre squisiti scone da accompagnare con  l’immancabile thé.

Moving shops

In Italia la promotrice del progetto delle boutique itineranti su Ape Car è stata nel 2006 la stilista e creativa Valeria Ferlini, stipulando un contratto in esclusiva con la Piaggio.

Chi avesse intenzione di avviare un’attività simile e vuole ricevere maggiori informazioni sulla normativa, i permessi e le licenze, può consultare diversi siti specializzati tra cui:

www.movingshop.it;

www.vsveicolispeciali.com;

www.foodtruckitalia.it;

www.apestreetfooding.it;

www.comeaprire.it.

 

Street food on wheels

Le immagini del collage sono presenti nel sito www.scattidigusto.it.

E chissà, magari in futuro potreste vedere in qualche località di vacanza un’Ape personalizzata della Corte Fiorita sfrecciare in giro per raggiungere i suoi affezionati clienti e acquistarne di nuovi. È tanto bello sognare perché almeno questo non costa ancora nulla. Alla prossima!

 

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Cartolina del mese: il mercato centrale di Firenze

Proviamo ad alleggerire l’immagine della città di Firenze da tutte le definizioni stereotipate che solitamente l’accompagnano e concentriamoci a scoprirla anche attraverso nuove inquadrature. Da queste poche righe avrete già capito che la cartolina di questo mese è dedicata al capoluogo toscano.

Però non ci soffermeremo ad ammirare la città mentre sfila con i suoi abiti haute couture, la Firenze di Piazza della Signoria, la Firenze degli Uffizi, la Firenze di Ponte Vecchio e chi ne ha più ne metta. La osserveremo, invece, nel suo stile prêt-à-porter, quando indossa le vesti della quotidianità.

Mercato centrale firenze

Chi segue il blog da tempo, avrà potuto intuire con quanta passione si parli spesso dei mercati, talvolta una fissazione insensata per coloro che li ritengono tutti noiosamente uguali. In realtà è una convinzione così sterile che presto si dissolverà come una bolla di sapone. Entrate al Mercato Centrale di Firenze, chiamato anche Mercato coperto di San Lorenzo, e capirete perché.

Appena varcato l’ingresso, al piano terra potrete fare la spesa, acquistando prodotti nelle varie botteghe, come del resto succede in tanti mercati. La sorpresa si trova al primo piano. Fino a un paio di anni fa era uno spazio deserto e fatiscente ma, dopo una sapiente ristrutturazione, nel 2014 si è trasformato in un nuovo eldorado del gusto.

Aperto tutti i giorni, dalle 8.00 fino a mezzanotte, vi si può accedere attraverso le scale mobili, due ascensori oppure per via delle scale centrali interne. È presente anche un ascensore riservato alle persone diversamente abili. Certamente un’azione nobile in più verso l’abolizione delle tanto odiose barriere architettoniche. Una volta saliti, non temete se non saprete quale direzione prendere. D’altronde i percorsi gastronomici che uno può seguire sono infiniti.

Potrete gustare dalla pizza al lampredotto (il re dello street food fiorentino), dal galletto arrosto alla zuppa di verdure, dalla bistecca al tagliere di salumi e formaggi, dai ravioli cinesi al vapore alle linguine al tartufo.

Mercato centrale Firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Tutto deve essere rigorosamente di qualità (tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare) e preparato direttamente sul posto. Non è casuale, infatti, che una delle caratteristiche più apprezzate del luogo sia assistere a degli show cooking (la preparazione espressa del piatto), stando comodamente seduti a uno dei tanti tavoli, senza pagare nessun costo aggiuntivo.

Mercato coperto San Lorenzo

Siete liberi di scegliere se consumare sul posto oppure portare via. Se decidete di rimanere, vi capiterà di trovarvi accanto un turista groenlandese, gli habitué della zona o una coppia di neo sposi coreani, per far capire quanto sia eterogenea e internazionale la tipologia dei frequentatori. Il cibo è democratico, cerca di accogliere e comprendere tutti.

Come consiglio cercate di evitare le ore di punta (soprattutto le 13.00), quando file capronesche di turisti, prendendo in prestito il termine da uno scrittore tanto geniale quanto tormentato come David Foster Wallace, si avventano ai banconi, in preda ai borborigmi e al languore del loro stomaco. Per il resto è senza dubbio il posto migliore dove, come recita il motto del mercato, si può gustare il cibo di strada comodo. Allora, cosa aspettate ad andare? Alla prossima!

 

 

 

 

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Relais Sant’Elena: un angolo di paradiso nella campagna toscana

Relais Sant’Elena, un nome che si può confondere tra tanti ma vi assicuro  che è molto difficile, se non impossibile, non innamorarsene al primo sguardo.  A volte è proprio inutile percorrere chilometri e chilometri di autostrada per raggiungere la meta di vacanza, bighellonare ore e ore all’aeroporto in attesa di un volo per destinazioni lontanissime quando può bastare una mezz’ora di macchina per essere catapultati in un mondo fantastico, quasi fuori dal tempo, come quello di Alice che apre una porta e si ritrova in una foresta incantata. A me è successo proprio così pochi giorni fa, solo che nel mio caso questo posto esiste davvero.

Si trova in un contesto geografico ben definito, il medievale borgo toscano di Bibbona, e ha un nome preciso, Relais Sant’Elena per l’appunto, quasi a voler rievocare il fascino nostalgico delle case coloniche provenzali. Nello specifico si tratta di una residenza ottocentesca in pietra, all’interno della Tenuta Gardini, azienda a vocazione agrituristica e zootecnica che comprende altri edifici storici.

Sant’Elena è stata ristrutturata con geniale maestria e trasformata in una struttura ricettiva di charme con sedici camere dove la raffinatezza degli arredi, perlopiù pezzi di antiquariato, e la cura sapiente dei dettagli fanno la differenza. Avere l’opportunità di trascorrere qui alcuni giorni è davvero un toccasana per lo spirito e il benessere fisico. Ogni tanto vale la pena prendersi un po’ di tempo per sé, spezzare la routine quotidiana e cercare di lasciar sfumare pensieri e preoccupazioni.

Tenuta Gardini Bibbona

Circondato da rigogliosi cespugli di fiori, tra cui spiccano graminacee, erbe aromatiche e lavanda, questo posto ti offre un’esperienza olfattiva e visiva difficile da descrivere a parole.

Il frinire delle cicale ti accompagna per tutta la giornata, una coppia di libellule ti accoglie puntualmente di primo mattino sotto l’elegante pergola di glicine dove si serve la colazione e uno stuolo generoso di rondini si libra in volo, fa mille piroette, si rinfresca a bordo piscina e squarcia il silenzio mistico del luogo con il suo garrito.

Varcare il cancello di ingresso in ferro battuto è la più bella delle incognite. In meno di un secondo sei avvolto in un’atmosfera unica che ti porta a vivere in totale simbiosi con la natura.

Piscina Relais Sant'Elena Bibbona

Qui niente è lasciato al caso o scade nel banale. In tutti gli ambienti si percepisce un’eleganza discreta, una luce intima e soffusa sprigiona un senso  di impalpabile leggerezza.

Tenuta Gardini Bibbona

Le tonalità cromatiche degli interni, delle finiture e dei tessuti sono prevalentemente neutre, il complesso ha uno stile country-chic con tanta Toscana e un po’ di Provenza.

Relais Sant'Elena

Si integra armonicamente nel paesaggio circostante, talmente spettacolare che sembra dipinto a mano; campi di grano a perdita d’occhio, maestosi covoni di fieno perfettamente allineati e una torre che domina l’intera vallata. A certe ore del giorno echeggia pure lo scampanellio ritmico di un gregge di pecore di razza pomarancina che pascola nelle vicinanze.

Tenuta Gardini Bibbona Toscana

Al Relais ogni centimetro è casa, armonia, relax, scrigno di memorie e culla di sapori genuini. Il buffet della colazione è talmente curato che sembra essere stato allestito in occasione di uno shooting fotografico per una prestigiosa rivista. Torte fatte in casa, croissant appena sfornati, formaggi, confetture e tanto altro per deliziare gli ospiti fin dal loro risveglio.

Relais Sant'Elena

Al triste momento del rientro in macchina, purtroppo ogni vacanza comprende anche quello, ti consiglio di fare come me. I tuoi occhi non sono ancora sazi di meraviglia? Fermati per un attimo, guarda il paesaggio dal lunotto posteriore dell’auto e ti sembrerà di ammirare una scenografia cinematografica. Se vuoi, scatta una foto e poi riparti. Come Tiziano Terzani ha scritto in un suo libro: <<Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto>>. Parole sante perché non c’è niente di più vero. Alla prossima!

 

Indirizzi utili:

Tenuta Gardini

Via Campo di Sasso

57020 Bibbona (LI)

Tel. (+39) 0586 671071

www.tenutagardini.it

 

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Cartolina del mese: Modena

Modena in a snapshot

Siamo diretti in Emilia-Romagna, precisamente a Modena. Proviamo subito a fare un piccolo gioco a quiz. Quali sono le prime cose che ci vengono in mente quando si pensa a questa città? I più sportivi penseranno alla Ferrari (Maranello, la patria del cavallino rampante, si trova a pochi chilometri di distanza), i buongustai ai tortellini, ai salumi e all’aceto balsamico e i melomani al tenore Luciano Pavarotti.

In realtà Modena è tutto questo e molto di più. Il centro urbano è una piccola bomboniera. Tutto è perfettamente raccolto e passeggiare a piedi può rivelarsi la soluzione ideale anche per chi non sa rinunciare alle quattro ruote. Qui le distanze da percorrere sono davvero brevi. Ci si può tranquillamente muovere senza cartina, dato che perdersi è quasi impossibile. Tre sono le vie principali, via Emilia, corso Canalgrande e corso Canal Chiaro. Due sono le piazze più importanti, Piazza Grande e Piazza Roma. Il tour del centro cittadino parte proprio da quest’ultima.

Piazza Roma Modena

Una piazza spaziosa circondata da edifici signorili e in mezzo il sontuoso Palazzo Ducale (anche Gian Lorenzo Bernini intervenne alla sua progettazione; suoi sono lo scalone e le ampie finestre alla sommità della torre centrale), un tempo residenza della corte estense e oggi sede della più prestigiosa Accademia Militare d’Italia. Infatti non è raro sbirciare, oltre le sbarre di maestosi cancelli, giovani cadetti mentre si esercitano, in una sincronia da fare invidia anche al migliore orologio svizzero. Se voltate poi di nuovo lo sguardo verso la piazza e vi sembra di aver già visto almeno una volta delle fontanelle sgorgare magicamente dalle lose in pietra, non vi state affatto sbagliando. La vostra acuta memoria rimanda a Piazza Castello a Torino. Solo che qui a Modena al dolce zampillio dell’acqua è stata aggiunta una passerella d’acqua che taglia verticalmente la piazza.

Modena

Continuate la vostra passeggiata percorrendo un brevissimo tratto di largo San Giorgio fino a quando non vi trovate davanti alla vetrina della Pasticceria Remondini, salotto buono della città dal 1936. Non indugiate, entrate e deliziate il vostro palato, assaggiando una delle tante prelibatezze modenesi. Si può scegliere dagli amaretti alla torta di tagliatelle oppure provare i cannoli alla crema, a cui il maestro Pavarotti pare non sapesse proprio resistere.

Modena

Dopo la pausa ad alto tasso di zucchero non vi resta che proseguire lungo Via L.C. Farini, sbucare a metà di Via Emilia, una delle strade principali per dedicarsi a uno shopping forsennato (la catena di Boutique Adani merita una sosta) e in pochi passi arriverete in Piazza Grande, dove si affaccia il Duomo, capolavoro del Romanico italiano, e la sua torre campanaria, detta la Ghirlandina, emblema della città. Nel 1997 l’intero complesso architettonico è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Un semplice ammonimento: scarpe comode perché la piazza è lastricata di ciottoli, che con i tacchi e tacchetti delle signore non vanno assolutamente d’accordo.

Centro storico Modena

Dopo esservi riempiti gli occhi di queste meraviglie architettoniche non lasciatevi sfuggire una visita al mercato ortofrutticolo, che dista veramente a un tiro di schioppo. Chi visita per la prima volta una città, deve cercare di capirla attraverso i suoi abitanti e scoprire le loro abitudini, immergendosi nei luoghi della loro quotidianità. Allora qual è il luogo migliore se non il suo mercato? A Modena il mercato Albinelli o mercato coperto Albinelli, come viene chiamato familiarmente dagli stessi modenesi, rappresenta il cuore pulsante del centro storico.

Mercato Albinelli Modena

Mercato ortofrutticolo Modena

Inizialmente fu ospitato all’aperto con banchi di venditori ambulanti in Piazza Grande, proprio di fronte al duomo. Nel 1931 il mercato fu trasferito in Via Albinelli, da qui deriva il suo nome attuale, all’interno di un’elegante struttura in stile Liberty, coperta con volute in ferro lavorato e una magnifica fontana disposta al centro.

Mercato Modena

Qui ogni commerciante poté finalmente usufruire di uno spazio più idoneo e svolgere la propria attività in condizioni di gran lunga migliori. Questo luogo ha segnato la storia e fatto conoscere le tradizioni culinarie della città. Proprio per questo nel 1997 il mercato Albinelli è stato riconosciuto monumento di interesse storico nazionale. Vi si può accedere direttamente da Piazza XX Settembre, detta “galleria del pane”, sul lato sinistro di Via Albinelli se si proviene da Piazza Grande. L’ingresso è piuttosto anonimo, non dà molto nell’occhio. Si presenta con una semplice porta a vetri che sembra accompagnarvi in un negozio qualsiasi. Dimenticatevi subito le gigantesche insegne fluorescenti dei grandi centri commerciali. Qui si respira ancora l’atmosfera delle vecchie botteghe di quartiere. Appena varcate la soglia, però, i vostri sensi verranno travolti da mille profumi e sapori.

Mercato Modena

Non abbiate fretta, soffermatevi un attimo e osservate il viavai dei passanti tra i banchi multicolori e tra le cassette degli ortolani traboccanti di frutta e verdura. Un’esperienza che vi consentirà di assaporare la vita del mercato nella sua essenza più autentica. Curiosando tra i banchi affollati, potrete individuare e se volete anche acquistare alcuni dei prodotti tipici modenesi, dall’aceto balsamico ai tortellini, dalle tigelle (dischi di pasta cotta sulla pietra e farciti con lardo, aglio e rosmarino) allo zampone, dal parmigiano al lambrusco.

Mercato Modena

Mercato Modena

Eccellenze gastronomiche, tutte made in Italy, che sono ormai entrate a pieno regime nelle ricette degli chef pluristellati. Non a caso il ristorante migliore al mondo del 2016, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, si trova proprio a Modena. Volete provarlo? Non subito, però, perché la lista d’attesa è davvero lunga. Suvvia, non disperate. Magari può essere l’occasione buona per tornare un’altra volta a Modena!

P.S.
In giro per il centro storico di Modena la Corte Fiorita ha potuto contare su una guida d’eccezione, una carissima amica, anzi la migliore. Sposata con un modenese e madre di un bambino, che dire splendido sarebbe troppo riduttivo. Sapete, quell’amica che puoi anche rivedere dopo mesi o addirittura anni e poi quando la incontri di nuovo, hai la percezione di non essertene mai separata. Questa è la magia dell’amicizia più vera e sincera. È superfluo che la chiami per nome, tanto immagina che non può essere altro che lei. Grazie per esserci stata, per esserci e perché ci sarai!

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Wonderful Italy

Mancano davvero pochi secondi! La nuova rubrica Wonderful Italy  è alla soglia di partenza. Mano al volante e partiamo insieme per una nuova straordinaria avventura nel paese più bello del mondo, l’Italia. Un viaggio tra le città alla scoperta del loro patrimonio paesaggistico, storico, culturale e gastronomico. Ogni mese la Corte Fiorita pubblicherà la cartolina di una città. Il nostro obiettivo sarà quello di poter offrire uno scorcio inedito e l’essenza più autentica della città che andremo a visitare. Allora, allacciamo le cinture, azioniamo il motore e iniziamo il nostro viaggio on the road. Siete pronti?

 

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Greenery e Airbnb: un sodalizio naturale

Come ogni anno, quando si arriva a dicembre, stilisti, designer, esperti di marketing, artisti e tutti quelli che ruotano attorno al mondo della creatività fremono nell’attesa di scoprire quale sarà il colore dell’anno. Come al solito il Pantone Color Institute è arrivato puntuale, proclamando come nuance del 2017, il Greenery, ovvero un verde sfumato da un giallo frizzante come l’erba a primavera.

Moodboard in Greenery

Questo colore evoca un ricongiungimento con la natura, indica la rinascita, il rinnovamento e offre la possibilità di una fuga romantica dal quotidiano, come afferma Giulio Ridolfo, designer guru del colore, nell’ultimo numero di AD (n. 428 – Febbraio 2017). Ovviamente il Greenery sta invadendo la rete e le vetrine dei negozi ma, dicendolo in tutta onestà, non è di così facile collocazione. Gli abbinamenti devono essere ben calibrati e capaci di creare un gioco cromatico che sprigioni un’energia rivitalizzante. Da aggiungere, inoltre, che, con l’annuncio ufficiale del colore dell’anno, Pantone ha inaugurato la prima collaborazione con Airbnb, creando l’ispirazione per la Outside-In House, la lussureggiante residenza eco sostenibile Pantone, nel quartiere londinese di Clerkenwell.

Pantone apartment London

Pantone apartment London

Airbnb è ormai una piattaforma cult, nata dall’intuizione geniale di tre ragazzi di San Francisco, che ha rivoluzionato in pochissimo tempo il modo di viaggiare, consentendo la condivisione di circa tre milioni di alloggi in 192 paesi del mondo. Dal 2007, anno del suo lancio in rete, la sua crescita è inarrestabile. Infatti, dallo scorso novembre, Airbnb non si limita più ad affittare case ma, grazie alla nuova app Trips, anche esperienze uniche, itinerari inediti e realtà autentiche che solo le persone del posto sono in grado di offrire. Nella lista di nuove esperienze da vivere è inserita anche la residenza londinese, una specie di giardino segreto urbano dove il filo conduttore è proprio il Greenery.

Pantone apartment London

Pantone apartment London

Pantone apartment London

Prati verdi a sostituire la tradizionale moquette, pareti vegetali e piante rampicanti che galleggiano nella zona cucina, una vasca da bagno immersa nel verde, un orto botanico e una foresta come reception. Potrebbe essere davvero un’occasione imperdibile se non fosse che l’appartamento è stato disponibile su Airbnb solo per soggiorni dal 27 al 30 gennaio 2017. Che peccato ma siamo positivi tanto abbiamo ancora dieci mesi per vivere Greenery. Alla prossima!

Le immagini della Outside-In House a Londra sono tratte dal sito www.designboom.com.