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Cartolina del mese: Sanremo

Questo mese siamo in Liguria. Sosta a Sanremo, la città dei fiori e della canzone per antonomasia. È piacevole girovagare in lungo e in largo per la città, soprattutto a piedi.

Cartolina da Sanremo

Partendo dal suo cuore pulsante, la sempre affollata Via Matteotti, si possono ammirare le vetrine e, perché no, cadere qualche volta in tentazione, fermarsi per un caffè a uno dei tanti bar e magari farsi anche un selfie di fronte all’ingresso del celeberrimo Teatro Ariston, scenario del festival della canzone italiana da ormai più di mezzo secolo.

Sanremo

Non potrete, poi, farvi sfuggire una visita a un’altra gloria della città, il Casinò Municipale, splendida costruzione di inizio novecento. Il Salone Principale e la Sala Liberty con Soppalco sono la testimonianza di un fascino passato ma che comunque vuole essere ricordato e tramandato.

Sanremo

L’eleganza degli arredi, l’oro nelle finiture dei fregi e i maestosi lampadari in vetro soffiato veneziano mantengono inalterata l’atmosfera retrò dei vecchi tempi. All’inizio dello scorso secolo il Casinò era frequentato da sovrani, scrittori e artisti attratti dal gioco, ovviamente. Oggi è decisamente più alla portata di tutti. Proprio a questo cambio di rotta è da attribuire la preoccupante invasione delle slot machine. Non fatevi ammaliare dalle dinamiche insidiose del gioco ma percorrete, piuttosto, almeno un tratto di Corso degli Inglesi, una delle più belle strade residenziali, caratterizzata da un susseguirsi di ville Liberty con giardini lussureggianti.

Sanremo

Poi, fermatemi verso l’ora del tramonto lungomare e sedetevi a un tavolo del Victory Morgana Bay, un locale che non ha niente da invidiare a quelli delle località vicine decisamente più modaiole, come Montecarlo e Saint Tropez. Nella forma richiama una grande barca  mentre una cupola con la volta stellata funge da soffitto.

Victory Morgana BaySorseggiate uno dei favolosi drink dai colori succosi sulla terrazza panoramica e se non avete fretta di partire, fermatevi pure per la cena. La qualità del cibo e il servizio dello staff sono superlativi. Alla prossima!

Victory Morgana Bay

P.S. Per la cartolina di questo mese sento il dovere di ringraziare una cara amica, che con i suoi inseparabili amici pelosi, Nanà ed Enea, mi ha accompagnato alla scoperta di una città a misura d’uomo, dinamica e perfettamente funzionale. Una destinazione ideale per concedersi una seconda possibilità, proprio come ha fatto lei. Grazie B. per la tua cordiale ospitalità!

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Cartolina del mese: il mercato centrale di Firenze

Proviamo ad alleggerire l’immagine della città di Firenze da tutte le definizioni stereotipate che solitamente l’accompagnano e concentriamoci a scoprirla anche attraverso nuove inquadrature. Da queste poche righe avrete già capito che la cartolina di questo mese è dedicata al capoluogo toscano.

Però non ci soffermeremo ad ammirare la città mentre sfila con i suoi abiti haute couture, la Firenze di Piazza della Signoria, la Firenze degli Uffizi, la Firenze di Ponte Vecchio e chi ne ha più ne metta. La osserveremo, invece, nel suo stile prêt-à-porter, quando indossa le vesti della quotidianità.

Mercato centrale firenze

Chi segue il blog da tempo, avrà potuto intuire con quanta passione si parli spesso dei mercati, talvolta una fissazione insensata per coloro che li ritengono tutti noiosamente uguali. In realtà è una convinzione così sterile che presto si dissolverà come una bolla di sapone. Entrate al Mercato Centrale di Firenze, chiamato anche Mercato coperto di San Lorenzo, e capirete perché.

Appena varcato l’ingresso, al piano terra potrete fare la spesa, acquistando prodotti nelle varie botteghe, come del resto succede in tanti mercati. La sorpresa si trova al primo piano. Fino a un paio di anni fa era uno spazio deserto e fatiscente ma, dopo una sapiente ristrutturazione, nel 2014 si è trasformato in un nuovo eldorado del gusto.

Aperto tutti i giorni, dalle 8.00 fino a mezzanotte, vi si può accedere attraverso le scale mobili, due ascensori oppure per via delle scale centrali interne. È presente anche un ascensore riservato alle persone diversamente abili. Certamente un’azione nobile in più verso l’abolizione delle tanto odiose barriere architettoniche. Una volta saliti, non temete se non saprete quale direzione prendere. D’altronde i percorsi gastronomici che uno può seguire sono infiniti.

Potrete gustare dalla pizza al lampredotto (il re dello street food fiorentino), dal galletto arrosto alla zuppa di verdure, dalla bistecca al tagliere di salumi e formaggi, dai ravioli cinesi al vapore alle linguine al tartufo.

Mercato centrale Firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Tutto deve essere rigorosamente di qualità (tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare) e preparato direttamente sul posto. Non è casuale, infatti, che una delle caratteristiche più apprezzate del luogo sia assistere a degli show cooking (la preparazione espressa del piatto), stando comodamente seduti a uno dei tanti tavoli, senza pagare nessun costo aggiuntivo.

Mercato coperto San Lorenzo

Siete liberi di scegliere se consumare sul posto oppure portare via. Se decidete di rimanere, vi capiterà di trovarvi accanto un turista groenlandese, gli habitué della zona o una coppia di neo sposi coreani, per far capire quanto sia eterogenea e internazionale la tipologia dei frequentatori. Il cibo è democratico, cerca di accogliere e comprendere tutti.

Come consiglio cercate di evitare le ore di punta (soprattutto le 13.00), quando file capronesche di turisti, prendendo in prestito il termine da uno scrittore tanto geniale quanto tormentato come David Foster Wallace, si avventano ai banconi, in preda ai borborigmi e al languore del loro stomaco. Per il resto è senza dubbio il posto migliore dove, come recita il motto del mercato, si può gustare il cibo di strada comodo. Allora, cosa aspettate ad andare? Alla prossima!

 

 

 

 

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Cartolina del mese: Modena

Modena in a snapshot

Siamo diretti in Emilia-Romagna, precisamente a Modena. Proviamo subito a fare un piccolo gioco a quiz. Quali sono le prime cose che ci vengono in mente quando si pensa a questa città? I più sportivi penseranno alla Ferrari (Maranello, la patria del cavallino rampante, si trova a pochi chilometri di distanza), i buongustai ai tortellini, ai salumi e all’aceto balsamico e i melomani al tenore Luciano Pavarotti.

In realtà Modena è tutto questo e molto di più. Il centro urbano è una piccola bomboniera. Tutto è perfettamente raccolto e passeggiare a piedi può rivelarsi la soluzione ideale anche per chi non sa rinunciare alle quattro ruote. Qui le distanze da percorrere sono davvero brevi. Ci si può tranquillamente muovere senza cartina, dato che perdersi è quasi impossibile. Tre sono le vie principali, via Emilia, corso Canalgrande e corso Canal Chiaro. Due sono le piazze più importanti, Piazza Grande e Piazza Roma. Il tour del centro cittadino parte proprio da quest’ultima.

Piazza Roma Modena

Una piazza spaziosa circondata da edifici signorili e in mezzo il sontuoso Palazzo Ducale (anche Gian Lorenzo Bernini intervenne alla sua progettazione; suoi sono lo scalone e le ampie finestre alla sommità della torre centrale), un tempo residenza della corte estense e oggi sede della più prestigiosa Accademia Militare d’Italia. Infatti non è raro sbirciare, oltre le sbarre di maestosi cancelli, giovani cadetti mentre si esercitano, in una sincronia da fare invidia anche al migliore orologio svizzero. Se voltate poi di nuovo lo sguardo verso la piazza e vi sembra di aver già visto almeno una volta delle fontanelle sgorgare magicamente dalle lose in pietra, non vi state affatto sbagliando. La vostra acuta memoria rimanda a Piazza Castello a Torino. Solo che qui a Modena al dolce zampillio dell’acqua è stata aggiunta una passerella d’acqua che taglia verticalmente la piazza.

Modena

Continuate la vostra passeggiata percorrendo un brevissimo tratto di largo San Giorgio fino a quando non vi trovate davanti alla vetrina della Pasticceria Remondini, salotto buono della città dal 1936. Non indugiate, entrate e deliziate il vostro palato, assaggiando una delle tante prelibatezze modenesi. Si può scegliere dagli amaretti alla torta di tagliatelle oppure provare i cannoli alla crema, a cui il maestro Pavarotti pare non sapesse proprio resistere.

Modena

Dopo la pausa ad alto tasso di zucchero non vi resta che proseguire lungo Via L.C. Farini, sbucare a metà di Via Emilia, una delle strade principali per dedicarsi a uno shopping forsennato (la catena di Boutique Adani merita una sosta) e in pochi passi arriverete in Piazza Grande, dove si affaccia il Duomo, capolavoro del Romanico italiano, e la sua torre campanaria, detta la Ghirlandina, emblema della città. Nel 1997 l’intero complesso architettonico è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Un semplice ammonimento: scarpe comode perché la piazza è lastricata di ciottoli, che con i tacchi e tacchetti delle signore non vanno assolutamente d’accordo.

Centro storico Modena

Dopo esservi riempiti gli occhi di queste meraviglie architettoniche non lasciatevi sfuggire una visita al mercato ortofrutticolo, che dista veramente a un tiro di schioppo. Chi visita per la prima volta una città, deve cercare di capirla attraverso i suoi abitanti e scoprire le loro abitudini, immergendosi nei luoghi della loro quotidianità. Allora qual è il luogo migliore se non il suo mercato? A Modena il mercato Albinelli o mercato coperto Albinelli, come viene chiamato familiarmente dagli stessi modenesi, rappresenta il cuore pulsante del centro storico.

Mercato Albinelli Modena

Mercato ortofrutticolo Modena

Inizialmente fu ospitato all’aperto con banchi di venditori ambulanti in Piazza Grande, proprio di fronte al duomo. Nel 1931 il mercato fu trasferito in Via Albinelli, da qui deriva il suo nome attuale, all’interno di un’elegante struttura in stile Liberty, coperta con volute in ferro lavorato e una magnifica fontana disposta al centro.

Mercato Modena

Qui ogni commerciante poté finalmente usufruire di uno spazio più idoneo e svolgere la propria attività in condizioni di gran lunga migliori. Questo luogo ha segnato la storia e fatto conoscere le tradizioni culinarie della città. Proprio per questo nel 1997 il mercato Albinelli è stato riconosciuto monumento di interesse storico nazionale. Vi si può accedere direttamente da Piazza XX Settembre, detta “galleria del pane”, sul lato sinistro di Via Albinelli se si proviene da Piazza Grande. L’ingresso è piuttosto anonimo, non dà molto nell’occhio. Si presenta con una semplice porta a vetri che sembra accompagnarvi in un negozio qualsiasi. Dimenticatevi subito le gigantesche insegne fluorescenti dei grandi centri commerciali. Qui si respira ancora l’atmosfera delle vecchie botteghe di quartiere. Appena varcate la soglia, però, i vostri sensi verranno travolti da mille profumi e sapori.

Mercato Modena

Non abbiate fretta, soffermatevi un attimo e osservate il viavai dei passanti tra i banchi multicolori e tra le cassette degli ortolani traboccanti di frutta e verdura. Un’esperienza che vi consentirà di assaporare la vita del mercato nella sua essenza più autentica. Curiosando tra i banchi affollati, potrete individuare e se volete anche acquistare alcuni dei prodotti tipici modenesi, dall’aceto balsamico ai tortellini, dalle tigelle (dischi di pasta cotta sulla pietra e farciti con lardo, aglio e rosmarino) allo zampone, dal parmigiano al lambrusco.

Mercato Modena

Mercato Modena

Eccellenze gastronomiche, tutte made in Italy, che sono ormai entrate a pieno regime nelle ricette degli chef pluristellati. Non a caso il ristorante migliore al mondo del 2016, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, si trova proprio a Modena. Volete provarlo? Non subito, però, perché la lista d’attesa è davvero lunga. Suvvia, non disperate. Magari può essere l’occasione buona per tornare un’altra volta a Modena!

P.S.
In giro per il centro storico di Modena la Corte Fiorita ha potuto contare su una guida d’eccezione, una carissima amica, anzi la migliore. Sposata con un modenese e madre di un bambino, che dire splendido sarebbe troppo riduttivo. Sapete, quell’amica che puoi anche rivedere dopo mesi o addirittura anni e poi quando la incontri di nuovo, hai la percezione di non essertene mai separata. Questa è la magia dell’amicizia più vera e sincera. È superfluo che la chiami per nome, tanto immagina che non può essere altro che lei. Grazie per esserci stata, per esserci e perché ci sarai!