Pubblicato il

Harborea 2017: quando Livorno si veste con i fiori

Domenica 15 Ottobre, 2017. Livorno, parco storico di Villa Mimbelli. Raggi rossastri di sole tingono il cielo all’ora del tramonto. I maestosi cancelli di ferro si chiudono dietro gli ultimi visitatori. La settima edizione di Harborea, la festa delle piante e dei giardini d’oltremare, si è appena conclusa. Gli espositori iniziano a smontare gli stand per caricare la loro merce sui camion. Il viaggio di ritorno li attende. Qualcuno si dimentica di rimuovere lo striscione all’ingresso. Forse è segno che se ne avverte già la nostalgia.

Harborea 2017

Harborea 2017

D’altronde Harborea è diventato quasi un appuntamento liturgico nel calendario della città. Anch’io non sono mai voluta mancare, presentandomi sia come espositrice che come socia volontaria del Garden Club di Livorno, il principale fautore dell’iniziativa. Per quel che mi è stato possibile, quest’anno ho voluto dare il mio contribuito all’interno della macchina organizzativa, a dire il vero già super collaudata ma sempre pronta a migliorarsi.

Nonostante ciò un giro da semplice visitatrice me lo sono voluto concedere, avventurandomi in un piacevole percorso di emozioni floreali tra rarità botaniche, erbe e spezie. Oltre a piante insolite e consulenze negli spazi espositivi ho potuto scoprire prodotti enogastronomici, dalle farine di grani antichi, alle diverse varietà di riso, dalla liquirizia al cioccolato, dai liquori biologici alle confetture di frutta.

Ho ricevuto spunti e suggestioni per arredare il giardino, dalle magnifiche ceramiche di Caltagirone alle casette in legno per gli uccellini e gli insetti, dai cesti in vimini ai divertenti fiorellini per decorare le nostre piante in vaso, creare originali bouquet floreali oppure personalizzare bomboniere.

Harborea 2017

Harborea 2017

Ho ammirato magnifici lavori in tessuto di due creative dal fervido talento e raffinati complementi d’arredo.

Harborea 2017

Harborea 2017

Sono rimasta incantata di fronte a un giardino d’inverno, realizzato con materiale di recupero che ne ha esaltato il fascino vintage e arredato con preziosi pezzi d’antiquariato.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Sostando allo stand del Garden Club, ho osservato con piacere come donne di ogni età, dalla ragazzina alla madre di famiglia, seguivano le lezioni di decorazione floreale in programma.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Tanti visitatori hanno assistito a interessanti conversazioni al Caffè letterario, in cui si sono alternati scrittori e professionisti del verde. Nel frattempo signore agghindate a festa svolazzavano da uno stand all’altro, cinguettando tra loro. Collezionisti si mischiavano a semplici appassionati, giovani a famiglie con bambini. Insomma mai come quest’anno si è respirato un’atmosfera di profonda armonia e un commovente senso d’appartenenza. A distanza di un mese da uno degli eventi più drammatici nella storia della città, Livorno non si è lasciata andare ma dal fango ha cercato e sta cercando di rinascere proprio come fa un fiore di loto che sboccia e affonda le sue radici negli stagni melmosi ma il suo splendore resta intatto. Alla prossima!

Harborea 2017

 

Pubblicato il

Una sosta ricaricabatterie alla Ménagère: concedersi un po’ di tempo per sé

Ormai le vacanze sono diventate un ricordo sbiadito. Nonostante questo non ci dobbiamo rassegnare ad adeguarci a uno stile di vita più monotono. La classica routine casa-lavoro vs lavoro-casa non deve essere intesa come una landa deserta e sterminata in cui è impossibile trovare un’oasi di ristoro. Ogni tanto concedersi una pausa per sé può essere di estremo beneficio, partendo proprio dalle cose più semplici. Basta solo volerlo!

Io ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo per me proprio un paio di giorni fa, passeggiando per le vie di una tra le città più belle al mondo, Firenze. Ci vado spesso, almeno due volte al mese, e quasi sempre mi stupisce, offrendo alla vista scorci inediti. Però, in quest’ultima occasione sono voluta tornare in un posto che  conoscevo e di cui ho già parlato in un precedente post.

Artemisia Florence

Dopo aver girovagato quasi un’ora per il centro, ho imboccato Via de’ Ginori e a metà strada ho deciso di fare una sosta alla Ménagère. Mi sono assicurata un posto a sedere davanti al bancone floreale Artemisia, negozio integrato al concept-restaurant, e ho ordinato una crostatina alla frutta fresca e un tè al limone e citronella. Da questa prospettiva privilegiata mi sono divertita a fotografare in diretta alcuni attimi di vita di persone sconosciute.

concept-restaurant Florence

Delle ragazze straniere con jeans strappati all’altezza del ginocchio e gli orli sdruciti portavano enormi cuffie e facevano scivolare a velocità supersonica le loro dita sullo smartphone, una giovane mamma dai tratti somatici orientali baciava la sua bambina che si ostinava a non voler mangiare il croissant della colazione. I camerieri si muovevano in silenzio, quasi in punta di piedi, tenendo in equilibrio vassoi di tazze fumanti. Tutti erano immersi nel loro mondo e davvero raro era poter scorgere uno scambio di sguardi o di parole.

D’altronde non ci deve stupire che in questi tempi moderni ci sono solo il click dei cellulari, delle parole scritte su Whatsapp e sui social media, a dettare le ore della vita. Tuttavia nutrirsi esclusivamente di  tecnologia non servirà a colmare il senso di vuoto e inadeguatezza che spesso ci tormenta. Forse l’idea di riprendere l’abitudine di raccontarsi e raccontare guardandosi negli occhi, ci farebbe sentire meno soli e distanti. Impariamo a essere meno virtuali e torniamo a essere più reali, cominciando proprio da noi stessi. Voi che ne dite? Alla prossima!

Pubblicato il

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda e Invicta: i marchi che hanno segnato l’adolescenza degli anni Ottanta

Un paio di settimane fa milioni di ragazzi hanno fatto ritorno – la maggior parte credo con sterile entusiasmo – tra i banchi di scuola. Allora ho fatto anch’io un salto nel passato, iniziando a sfogliare l’album dei ricordi. Mi sono rivista bambina e poi ragazzina a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Con nostalgia ho ripensato a quei marchi che hanno segnato la mia adolescenza.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Un passato sfumato, andato ma comunque parte indelebile del mio vissuto. Proprio come allora, pochi giorni fa mi è capitato  di trovarmi con la faccia incollata alle vetrine di cartolerie che esponevano zaini, astucci, quaderni e una miriade di penne colorate. Una tentazione a cui mi è sempre stato difficile resistere. Quanto mi piaceva entrarci ed essere avvolta dall’odore inconfondibile della carta e dal profumo di nuovo che aleggiava ovunque.

A dire la verità già prima dell’estate, in una sorta di rito iniziatico, volevo a tutti i costi comprare il diario per l’anno successivo. Aspettavo quel momento con la stessa concitazione di quando gli americani aspettano il nuovo modello di IPhone.

Ne ho avuti tanti e alcuni li conservo ancora,  ma i miei preferiti erano firmati Naj-Oleari e durante gli ultimi anni del liceo sono stata contagiata anch’io dalla Smemoranda mania. La mitica Smemo non era un diario tradizionale bensì un’agenda libro in cui si annotava di tutto, dalle citazioni ai brani di canzoni, dalle dediche degli amici alle proprie emozioni. Tutto tranne i compiti. Insomma funzionava come uno smartphone.

La borsa, modello a cartella, della Naj-Oleari fu un altro oggetto del desiderio negli anni Ottanta. Mi ricordo perfettamente le fantasie fresche e leggere dallo stile perfettamente riconoscibile – dalle api ai fiorellini – che hanno conquistato generazioni di giovani. Così come Camomilla, un marchio decisamente più romantico e dal tema prevalentemente floreale. Senza dimenticare gli zaini Invicta, un altro oggetto cult ma decisamente più sportivo.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Una rivoluzione stilistica che certamente mi è rimasta scolpita nella memoria e che mi piacerebbe in qualche modo rivivere. Perché? Perché significherebbe prima di tutto tornare giovane. Non so se è poco. Alla prossima!

Pubblicato il

Da HOMI a Maison & Objet: i Saloni della Casa

Settembre è il mese delle fiere. Chi opera nel settore del design e del complemento d’arredo avrà certamente segnato in agenda due date, quella di HOMI e quella di MAISON & OBJET.

Fiere Nazionali Internazionali

Entrambe hanno come denominatore comune il pianeta casa, ma il primo Salone si svolge a Milano presso il polo fieristico di Rho e il secondo a Parigi nel centro congressi di Nord Villepinte.

Di cosa si tratta potrete scoprirlo direttamente sui rispettivi siti mentre io, invece, vorrei raccontare in breve la mia prima visita a queste fiere, un mondo fino al 2009 completamente sconosciuto.

Srotolando lentamente il nastro dei ricordi mi fermo proprio a quell’anno,  l’anno del grande salto nel buio o meglio l’inizio della mia avventura nella giungla del commercio.

Prima della trionfale apertura di quello che sarebbe stato per sei anni il mio negozio, La Corte Fiorita, decisi di fare i primi acquisti proprio a Parigi.

Con un certo anticipo prenotai il volo da Pisa e dopo un paio di mesi, quasi senza neanche accorgermene, mi ritrovai nella capitale francese. Non stavo più nella pelle, ero a Parigi per il mio primo viaggio di lavoro. Non semplice, a pensarci bene, perché dovevo investire una somma di denaro, valutando attentamente il rapporto qualità/prezzo.

Chi lo aveva mai fatto prima? Io, che le volte che mi innamoro di qualcosa, fortunatamente sono davvero poche, non baderei a spese. Mi ricordo ancora perfettamente il momento in cui entrai, con il catalogo degli espositori in mano, al primo padiglione a Nord Villepinte.

I miei occhi iniziarono a girare come trottole impazzite. Mi sentivo come una bambina quando entra in un negozio di giocattoli. Una miriade di luci e candele, sfilate interminabili di porcellane finemente decorate e tovaglie damascate, quadri e conchiglie a coronare magnifici allestimenti scenografici.

MaisonetObjetParigi

Un viavai di persone scorreva davanti ai miei occhi, uomini dal fascino misterioso con turbante, donne con abiti signorili e lo sguardo fiero si aggiravano quasi danzando tra uno stand e l’altro. Quello fu indubbiamente l’anno migliore, l’anno della novità, l’anno in cui la crisi sembrava concedere ancora un briciolo di speranza, l’anno in cui potevo ancora osare senza essere costretta a mettere il lucchetto al portafoglio.

HOMI Milano

La prima volta a HOMI, io l’ho conosciuto con il vecchio nome Macef, è stata differente. A dire la verità la ricordo un po’ come un incubo. Il tassista che mi fece fare un giro interminabile alla ricerca di un albergo che pareva inesistente per riportarmi alla fine, innervosito lui e sfinita io, al punto di partenza. Il bello è che dovetti anche pagare quel viaggio a vuoto. Quindi la giornata non iniziò sotto i migliori auspici.

Ovviamente è un Salone ben strutturato, negli anni si è evoluto, ha tenuto il ritmo, adeguandosi ai tempi, agli stili e alle nuove tendenze ma non ha ancora appreso appieno la tecnica di coinvolgere, creare e stimolare emozioni nell’arte di arredare uno spazio che sia piacevole da vivere purché sia sempre pronto ad accoglierci e a proteggerci.

HOMI Milano

In questo dobbiamo proprio ammettere che Parigi è ancora un passo avanti. Alla prossima!

Maison et Objet Parigi

Pubblicato il

Siamo già a Ferragosto?

Con la solita velocità a dir poco vertiginosa, ci ritroveremo tra due giorni a metà del mese più caldo dell’anno. Che sia al mare ad abbrustolirsi sotto il sole o in montagna cullati dai suoni della  natura, alla Corte Fiorita non resta che augurare a tutti i follower uno splendido Ferragosto. Come tradizione vuole, lo fa a modo suo, secondo il proprio stile, chiamando in soccorso delle amiche un po’ speciali. Gracidano ma sono deliziose e molto affettuose. Insieme alle cicale e alle lucciole non si stancano mai di farci compagnia nelle giornate estive. Non hanno ancora un nome ma si fanno già riconoscere. Sono le splendide rane di Franz Porcelain,  veri pezzi da collezione per tutti i frog-addicted come chi sta scrivendo. Date un’occhiata al sito perché merita davvero.

               Buon Ferrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrragosto. Alla prossima!

 

Franz Porcelain Frogs

 

Indirizzi utili

www.franzcollection.com

http://www.messulam.net/it/franz.html

 

Pubblicato il

Cartolina del mese: il mercato centrale di Firenze

Proviamo ad alleggerire l’immagine della città di Firenze da tutte le definizioni stereotipate che solitamente l’accompagnano e concentriamoci a scoprirla anche attraverso nuove inquadrature. Da queste poche righe avrete già capito che la cartolina di questo mese è dedicata al capoluogo toscano.

Però non ci soffermeremo ad ammirare la città mentre sfila con i suoi abiti haute couture, la Firenze di Piazza della Signoria, la Firenze degli Uffizi, la Firenze di Ponte Vecchio e chi ne ha più ne metta. La osserveremo, invece, nel suo stile prêt-à-porter, quando indossa le vesti della quotidianità.

Mercato centrale firenze

Chi segue il blog da tempo, avrà potuto intuire con quanta passione si parli spesso dei mercati, talvolta una fissazione insensata per coloro che li ritengono tutti noiosamente uguali. In realtà è una convinzione così sterile che presto si dissolverà come una bolla di sapone. Entrate al Mercato Centrale di Firenze, chiamato anche Mercato coperto di San Lorenzo, e capirete perché.

Appena varcato l’ingresso, al piano terra potrete fare la spesa, acquistando prodotti nelle varie botteghe, come del resto succede in tanti mercati. La sorpresa si trova al primo piano. Fino a un paio di anni fa era uno spazio deserto e fatiscente ma, dopo una sapiente ristrutturazione, nel 2014 si è trasformato in un nuovo eldorado del gusto.

Aperto tutti i giorni, dalle 8.00 fino a mezzanotte, vi si può accedere attraverso le scale mobili, due ascensori oppure per via delle scale centrali interne. È presente anche un ascensore riservato alle persone diversamente abili. Certamente un’azione nobile in più verso l’abolizione delle tanto odiose barriere architettoniche. Una volta saliti, non temete se non saprete quale direzione prendere. D’altronde i percorsi gastronomici che uno può seguire sono infiniti.

Potrete gustare dalla pizza al lampredotto (il re dello street food fiorentino), dal galletto arrosto alla zuppa di verdure, dalla bistecca al tagliere di salumi e formaggi, dai ravioli cinesi al vapore alle linguine al tartufo.

Mercato centrale Firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Mercato centrale firenze

Tutto deve essere rigorosamente di qualità (tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare) e preparato direttamente sul posto. Non è casuale, infatti, che una delle caratteristiche più apprezzate del luogo sia assistere a degli show cooking (la preparazione espressa del piatto), stando comodamente seduti a uno dei tanti tavoli, senza pagare nessun costo aggiuntivo.

Mercato coperto San Lorenzo

Siete liberi di scegliere se consumare sul posto oppure portare via. Se decidete di rimanere, vi capiterà di trovarvi accanto un turista groenlandese, gli habitué della zona o una coppia di neo sposi coreani, per far capire quanto sia eterogenea e internazionale la tipologia dei frequentatori. Il cibo è democratico, cerca di accogliere e comprendere tutti.

Come consiglio cercate di evitare le ore di punta (soprattutto le 13.00), quando file capronesche di turisti, prendendo in prestito il termine da uno scrittore tanto geniale quanto tormentato come David Foster Wallace, si avventano ai banconi, in preda ai borborigmi e al languore del loro stomaco. Per il resto è senza dubbio il posto migliore dove, come recita il motto del mercato, si può gustare il cibo di strada comodo. Allora, cosa aspettate ad andare? Alla prossima!

 

 

 

 

Pubblicato il

Relais Sant’Elena: un angolo di paradiso nella campagna toscana

Relais Sant’Elena, un nome che si può confondere tra tanti ma vi assicuro  che è molto difficile, se non impossibile, non innamorarsene al primo sguardo.  A volte è proprio inutile percorrere chilometri e chilometri di autostrada per raggiungere la meta di vacanza, bighellonare ore e ore all’aeroporto in attesa di un volo per destinazioni lontanissime quando può bastare una mezz’ora di macchina per essere catapultati in un mondo fantastico, quasi fuori dal tempo, come quello di Alice che apre una porta e si ritrova in una foresta incantata. A me è successo proprio così pochi giorni fa, solo che nel mio caso questo posto esiste davvero.

Si trova in un contesto geografico ben definito, il medievale borgo toscano di Bibbona, e ha un nome preciso, Relais Sant’Elena per l’appunto, quasi a voler rievocare il fascino nostalgico delle case coloniche provenzali. Nello specifico si tratta di una residenza ottocentesca in pietra, all’interno della Tenuta Gardini, azienda a vocazione agrituristica e zootecnica che comprende altri edifici storici.

Sant’Elena è stata ristrutturata con geniale maestria e trasformata in una struttura ricettiva di charme con sedici camere dove la raffinatezza degli arredi, perlopiù pezzi di antiquariato, e la cura sapiente dei dettagli fanno la differenza. Avere l’opportunità di trascorrere qui alcuni giorni è davvero un toccasana per lo spirito e il benessere fisico. Ogni tanto vale la pena prendersi un po’ di tempo per sé, spezzare la routine quotidiana e cercare di lasciar sfumare pensieri e preoccupazioni.

Tenuta Gardini Bibbona

Circondato da rigogliosi cespugli di fiori, tra cui spiccano graminacee, erbe aromatiche e lavanda, questo posto ti offre un’esperienza olfattiva e visiva difficile da descrivere a parole.

Il frinire delle cicale ti accompagna per tutta la giornata, una coppia di libellule ti accoglie puntualmente di primo mattino sotto l’elegante pergola di glicine dove si serve la colazione e uno stuolo generoso di rondini si libra in volo, fa mille piroette, si rinfresca a bordo piscina e squarcia il silenzio mistico del luogo con il suo garrito.

Varcare il cancello di ingresso in ferro battuto è la più bella delle incognite. In meno di un secondo sei avvolto in un’atmosfera unica che ti porta a vivere in totale simbiosi con la natura.

Piscina Relais Sant'Elena Bibbona

Qui niente è lasciato al caso o scade nel banale. In tutti gli ambienti si percepisce un’eleganza discreta, una luce intima e soffusa sprigiona un senso  di impalpabile leggerezza.

Tenuta Gardini Bibbona

Le tonalità cromatiche degli interni, delle finiture e dei tessuti sono prevalentemente neutre, il complesso ha uno stile country-chic con tanta Toscana e un po’ di Provenza.

Relais Sant'Elena

Si integra armonicamente nel paesaggio circostante, talmente spettacolare che sembra dipinto a mano; campi di grano a perdita d’occhio, maestosi covoni di fieno perfettamente allineati e una torre che domina l’intera vallata. A certe ore del giorno echeggia pure lo scampanellio ritmico di un gregge di pecore di razza pomarancina che pascola nelle vicinanze.

Tenuta Gardini Bibbona Toscana

Al Relais ogni centimetro è casa, armonia, relax, scrigno di memorie e culla di sapori genuini. Il buffet della colazione è talmente curato che sembra essere stato allestito in occasione di uno shooting fotografico per una prestigiosa rivista. Torte fatte in casa, croissant appena sfornati, formaggi, confetture e tanto altro per deliziare gli ospiti fin dal loro risveglio.

Relais Sant'Elena

Al triste momento del rientro in macchina, purtroppo ogni vacanza comprende anche quello, ti consiglio di fare come me. I tuoi occhi non sono ancora sazi di meraviglia? Fermati per un attimo, guarda il paesaggio dal lunotto posteriore dell’auto e ti sembrerà di ammirare una scenografia cinematografica. Se vuoi, scatta una foto e poi riparti. Come Tiziano Terzani ha scritto in un suo libro: <<Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto>>. Parole sante perché non c’è niente di più vero. Alla prossima!

 

Indirizzi utili:

Tenuta Gardini

Via Campo di Sasso

57020 Bibbona (LI)

Tel. (+39) 0586 671071

www.tenutagardini.it

 

Pubblicato il

Scatole floreali: la nuova tendenza del floral design

Hai un invito a cena? Devi festeggiare una ricorrenza importante oppure vuoi sorprendere la persona che ami con un’idea semplice ma affascinante che arrivi dritta al cuore? Non ti preoccupare. Oggi tutto è possibile, soprattutto se si abita a Milano. Qui il dinamismo creativo si alimenta ogni giorno e tutto ciò che è nuovo attira subito l’attenzione. Da questa città è nato pochi mesi fa il progetto di due negozi online, One Million Roses e Ophelia Milano. Due atelier creativi che confezionano raffinate decorazioni di fiori freschi in eleganti box. Scatole floreali di forte impatto scenografico per un regalo difficile da dimenticare. Allora conosciamoli più da vicino.

Ophelia Milano

Atelier 100% online che realizza composizioni floreali in cappelliere di carta impermeabilizzata. Ogni creazione può essere personalizzabile, dalla tipologia di fiore scelto al colore e alla dimensione della scatola. Le composizioni possono essere ordinate con un semplice click e saranno direttamente consegnate a casa entro 24-48 ore, possibilmente anche in bicicletta, perché il rispetto della natura è una prerogativa assoluta. Attualmente questo servizio è attivo a Milano, Roma e Siracusa ma l’obiettivo futuro è quello di poter coprire tutte le città d’Italia. Chi riceve in dono la scatola di fiori, non dovrà fare altro che aggiungere un pò d’acqua nell’apposita carta che li contiene. Successivamente i contenitori potranno essere riutilizzati come  portavasi o come  portaoggetti.

Fiori in cappelliere

One Million Roses

Primo negozio virtuale in Italia che offre magnifici bouquet di rose in una palette di 12 colori (con una Luxury Collection di rose blu, Tiffany, nere e oro dipinte a mano) in lussuosi box. Il marchio distintivo sta proprio nel packaging originale. Una confezione, che ricorda un po’ una cappelliera, in cartone pesante, disponibile in tre colori e diverse misure.

scatole floreali

Ogni composizione floreale può essere personalizzabile per le occasioni speciali, magari inserendo gli anni che il/la festeggiata compie oppure le iniziali dei nomi degli sposi.

Scatole floreali

Scatole floreali

Sul sito di One Million Roses sono disponibili tutti i consigli per mantenere il più a lungo possibile inalterata la freschezza dei fiori. Gli ordini si effettuano esclusivamente online e per il momento il servizio è attivo solo a Milano e dintorni. Nel catalogo delle proposte ci sono anche le rose stabilizzate, che fanno parte della Endless Collection. Di che cosa si tratta esattamente? Sono rose che conservano intatta la loro bellezza per più di un anno, grazie a un processo di crescita stabilizzato nel quale i fluidi naturali della rosa vengono sostituiti da una soluzione di glicerina, acqua e coloranti. Così la rosa mantiene la sua morbidezza, il suo colore vivace e la sua consistenza serica per lungo tempo.

Facendo un giro su Pinterest alla ricerca di spunti creativi c’è davvero un’infinità di immagini di scatole floreali. Anche Jane Packer, floral designer inglese di fama mondiale, grande visionaria o meglio influencer, per usare un termine oggi tanto di moda, è stata una tra le prime a proporre fiori all’interno di contenitori insoliti come cesti di vimini.

Jane Packer

Come a voler sottolineare il concetto che, ovunque si dispongano o si presentino, i fiori sono sempre creazioni divine. Proprio come diceva  Christian Dior. Alla prossima!

Packaging scatole floreali

Collage foto:

www.illony.com

Pubblicato il

Borough Market: un nuovo indirizzo cult di Londra

Chi visita una grande città come Londra, deve cercare di capirla attraverso gli abitanti e scoprire come vivono, visitando i luoghi della loro quotidianità. Parola dello scrittore scozzese William Boyd, citato recentemente in un articolo di Silvia Mapelli per il settimanale GRAZIA, dove si parlava proprio della capitale più cool d’Europa. Una considerazione realistica ed efficace che condivido pienamente da sempre. Infatti ho maturato fin da subito l’intenzione di esplorare gli angoli meno noti e immergermi in una Londra meno turistica del solito. La prima tappa del mio tour sperimentale di vita da vera londinese ho scelto che fosse proprio un mercato, il Borough Market. Probabilmente motivata dalla mia passione per questo genere di luoghi, mi piace scoprire come ogni città riesca a esprimere il proprio fascino culinario attraverso il suo mercato, ciascuno con la sua identità, la sua atmosfera e i suoi personaggi locali. Il Borough Market si trova sulla sponda sud del Tamigi vicino al London Bridge e alla cattedrale di Southwark ed è aperto dal mercoledì al sabato. Si tratta del mercato alimentare più celebre e antico di tutta Londra. Documenti ne testimoniano l’esistenza fin dal 1014.

London Borough Market

È il paradiso dei foodie, polo d’attrazione dei grandi chef e tutti i buongustai che sono alla ricerca di ingredienti di qualità per preparare i loro menù. Allestito tra un pilone e l’altro della ferrovia – non è quindi così insolito sentire lo sferragliare dei treni mentre siamo affaccendati a comprare frutta e verdura – questo mercato è davvero un indirizzo da non perdere per assaporare un’avventura gastronomica che non si dimentica tanto facilmente.

Food Market in London

Gli stand espongono i loro prodotti con estrema minuzia quasi come in una gioielleria. Infatti pagare qualcosa a carati d’oro non è poi tanto difficile.

Food Market in London

Dopo aver osservato divertita il brulichio continuo ma composto di persone tra i banchi traboccanti di mille profumi e sapori, il mio sguardo si è improvvisamente posato su una fila di passanti che si accalcava davanti all’ingresso di un negozio. Sulla sua insegna in ferro colore antracite campeggiava a chiare lettere Monmouth Coffee Company. Questo nome mi risuonava familiare. Certo che sì! Rimuginando un attimo e facendo le dovute associazioni mentali, alla fine tutto mi è stato chiaro. Lo avevo letto all’interno della guida, dispensatrice di preziosi consigli, Londra low cost: GUIDA ANTICRISI alla città più cool (e cara) d’Europa, realizzata da due  urban reporter di Nuok, la community di viaggi più seguita del web.

Londra low cost

Le lancette dell’orologio segnavano le 11.00, l’orario consono per una meritata pausa caffè. Dove potevamo meglio capitare se non al Monmouth? Si narra che il suo caffè sia ottimo, se non il migliore della città. Mio padre si è lasciato facilmente convincere a provarlo, rapito immediatamente dagli effluvi fumanti e zuccherati che si respiravano nell’aria. Per lui è stato impossibile resistere, inoltre, alle lusinghe di dolci delizie appena sfornate. Io mi sono limitata a essere testimone della sua estasi gustativa. Il caffè è un’icona per i popoli mediterranei, divinità di un pantheon latino e moderno ma Monmouth Coffee Company ha ereditato la tradizione, riscoprendo sapientemente il culto del chicco nero.

Monmouth Borough Market

Percorrendo la via d’uscita del mercato, mi sono stupita nel riconoscere un posto, la cui immagine imperversa su Pinterest, il mio social preferito che aiuta a scoprire e salvare idee creative. Mi sono trovata magicamente di fronte a Chez Michele, un garage risicato e originariamente angusto trasformato in un laboratorio floreale di indubbio fascino. Chiaro esempio di come sia possibile fare molto partendo con poco. Non ho esitato  a entrare.

Chez Michele

È una specie di sentiero incantato costeggiato da un tripudio spettacolare di fiori, ghirlande e decorazioni per occasioni speciali. Un negozietto dallo stile rustico, filari di fiori secchi sospesi su corde appese al soffitto, pancali scialbati come sfondo su cui le piante e le composizioni possono risaltare e creare la giusta atmosfera. Un luogo apparentemente semplice ma che mi ha donato un attimo di bellezza e di pace. Perchè prima di tutto il fiore è un segno di gioia. Alla prossima!

Pubblicato il

Va’ dove ti porta la creatività: il personaggio del mese

Il personaggio del mese è Laura Vedani, una giovane creatrice varesina di indubbio talento e fantasia sconfinata. Consegue il diploma in Fashion Design all’Istituto Marangoni di Milano e dopo alcuni anni di collaborazione con diverse aziende di abbigliamento e bijoux, nel 2007, agevolata dal suo forte spirito imprenditoriale, si presenta al mondo con un marchio tutto suo, Margot. Una collezione di bijoux realizzati sapientemente a mano, utilizzando fiori veri ed elementi botanici per un risultato finale di mirabile bellezza. Ogni fiore viene trattato artigianalmente con un particolare procedimento e con l’ausilio di una speciale resina che rende gli elementi vegetali impermeabili e resistenti, pur mantenendone inalterata la bellezza. Così quel senso ineluttabile di impermanenza, insito in tutta la natura, si trasforma in eterno fascino. Romantiche note poetiche, accompagnate da un tocco di raffinata ricercatezza, sembrano trasparire da ogni pezzo, unico e rigorosamente made in Italy. Orecchini, collane e bracciali fino alle leggere e delicate bolle di vetro, in cui i fiori vengono incastonati come pietre preziose e ammirati, grazie all’effetto lente, nelle loro tessiture e sfumature cromatiche.

Ecco cosa Laura Vedani ha risposto riguardo la creatività.

Che ruolo ha la creatività nella tua vita?

La creatività ha segnato il mio destino. Ne sono certa, fa parte del mio Dna. È l’ossigeno che mi consente di respirare. Non potrei vivere senza e a volte mi chiedo che lavoro avrei potuto fare se non l’artigiana della mia fantasia. Dare sfogo alla creatività è ciò che più mi appaga, sedersi al tavolo e dare vita a oggetti, che fino a un attimo prima non esistevano, è una sensazione stupenda. A volte ti metti al lavoro e le idee sgorgano come un fiume in piena, ovviamente poi, non tutte risultano vincenti e portano a un prototipo da inserire in collezione. Purtroppo il lavoro del creativo da questo punto di vista è limitato da tanti fattori: reperibilità dei materiali, costi e tempi di produzione.

Margot Laura Vedani

Bolle di vetro, collezione nata dalla collaborazione con gli artigiani vetrai di Murano. Fiori veri e pietre dure vengono intrappolati, immersi in un liquido, in ampolle di vetro.

Dove riesci a esprimerla meglio e perché?

Ho studiato Fashion Design all’Istituto Marangoni, ma ben presto mi sono accorta che il lavoro dello stilista ha un limite: all’interno di un’azienda sarà qualcun altro a dare vita fisicamente alle tue idee. Ho sentito la necessità di confrontarmi in prima persona con la realizzazione manuale dei prodotti, questo è il mio mondo.

Margot Laura Vedani

Collana fiore d’aglio.

Per essere creativi bisogna essere…?

Accumulatori seriali! Almeno per me funziona così. Quando un’idea mi balena in testa, ho bisogno di avere a disposizione ogni tipo di materiale o utensile. Ogni oggetto può essere utile a suo modo: una forma cilindrica da usare come sagoma, una scatoletta per creare uno stampo, un tappo di bottiglia per tenere in piedi un’ampolla. Ma la creatività può anche essere una gran seccatura perché spesso (ed è il mio caso) si accompagna a una insopportabile disorganizzazione mentale.

Margot Laura Vedani

Orecchini violette del pensiero.

La Corte Fiorita Blog ha apprezzato fin dal primo momento il mondo di Margot perché è l’esempio riuscito in cui, solo quando il talento e la passione si incontrano, nascono grandi idee. La sua creatrice ha avuto il coraggio, l’ingegno e l’inventiva di portare avanti il suo progetto, riuscendo alla fine a concretizzarlo. Tutto questo perché? Semplice, basta una parola: è una creativa e le creative nessuno le può fermare. Proprio per questo Laura ha anche aperto un negozio lo scorso agosto a Varese, in collaborazione con un’amica. Si chiama Botanic ed è stato concepito come un laboratorio di idee creative, dove Laura propone i suoi bijoux e quelli di altri designer, sempre partendo da un’idea di unicità e materiali qualitativamente elevati. I riconoscimenti che sta ricevendo, anche fuori dai confini nazionali, sono perciò più che meritati e destinati a crescere vertiginosamente. Grazie infinite a Laura per questa piacevolissima intervista. Alla prossima!

Margot Laura Vedani

Bangle con fiori veri.

Indirizzi Utili
FLAURA S.A.S. di Vedani Laura e C.
tel: +39 349 675 26 26
fax: +39 0332 46 36 93
www.la-margot.com
e-mail: lauved@hotmail.com
Skype: la-margot
Facebook: www.facebook.com/margotjewels
Instagram: @MARGOTJEWELS

Margot Laura Vedani

Botanic seleziona bijoux e accessori di ricerca realizzati da designer emergenti e brand affermati.
Via G. Ferrari, 5 – 21100 Varese
Lunedì: 15.00 – 19.30
Da Martedì a Sabato 10.00 – 19.30
https://www.instagram.com/botanic.shop/