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Decorare casa con le zucche ornamentali: ecco alcune idee

Flower Arrangement with pumpkinsLe zucche ornamentali sono reperibili ormai ovunque, dal supermercato all’ortolano di fiducia sotto casa. Con loro la natura si è davvero sbizzarrita dato che ne esistono di mille forme e colori.

Pumpkin and Flowers

Di questa stagione, poi, è bello decorare casa con i caldi colori autunnali. Le foglie brunite della quercia o le foglie di vite nelle loro sfumature rossastre unite alle zucche, ai fiori freschi, alle pigne e alle bacche sono i giusti ingredienti per realizzare decorazioni floreali fai da te di grande fascino.

Pumpkin as flower container

La zucca, inoltre, è uno dei simboli della notte di Halloween, che si festeggerà a breve. I bambini non vedono l’ora di tempestare i vicini con il fatidico quesito: dolcetto o scherzetto (Trick or Treat)?

Pumpkins' Carvings

Per chi volesse vestire a festa la casa per questa ricorrenza ma non ha intenzione di tappezzarla con mostri, ragnatele e pipistrelli, esistono soluzioni alternative che rispettano ogni stile.

Flower Arrangement with pumpkins

Pumpkins of different sizes

Su Pinterest potrete trovare migliaia di immagini da cui prendere spunto. Inoltre vi invito a guardare il video di Garden Answer per una composizione con le zucche davvero originale. Alla prossima!

 

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Harborea 2017: quando Livorno si veste con i fiori

Domenica 15 Ottobre, 2017. Livorno, parco storico di Villa Mimbelli. Raggi rossastri di sole tingono il cielo all’ora del tramonto. I maestosi cancelli di ferro si chiudono dietro gli ultimi visitatori. La settima edizione di Harborea, la festa delle piante e dei giardini d’oltremare, si è appena conclusa. Gli espositori iniziano a smontare gli stand per caricare la loro merce sui camion. Il viaggio di ritorno li attende. Qualcuno si dimentica di rimuovere lo striscione all’ingresso. Forse è segno che se ne avverte già la nostalgia.

Harborea 2017

Harborea 2017

D’altronde Harborea è diventato quasi un appuntamento liturgico nel calendario della città. Anch’io non sono mai voluta mancare, presentandomi sia come espositrice che come socia volontaria del Garden Club di Livorno, il principale fautore dell’iniziativa. Per quel che mi è stato possibile, quest’anno ho voluto dare il mio contribuito all’interno della macchina organizzativa, a dire il vero già super collaudata ma sempre pronta a migliorarsi.

Nonostante ciò un giro da semplice visitatrice me lo sono voluto concedere, avventurandomi in un piacevole percorso di emozioni floreali tra rarità botaniche, erbe e spezie. Oltre a piante insolite e consulenze negli spazi espositivi ho potuto scoprire prodotti enogastronomici, dalle farine di grani antichi, alle diverse varietà di riso, dalla liquirizia al cioccolato, dai liquori biologici alle confetture di frutta.

Ho ricevuto spunti e suggestioni per arredare il giardino, dalle magnifiche ceramiche di Caltagirone alle casette in legno per gli uccellini e gli insetti, dai cesti in vimini ai divertenti fiorellini per decorare le nostre piante in vaso, creare originali bouquet floreali oppure personalizzare bomboniere.

Harborea 2017

Harborea 2017

Ho ammirato magnifici lavori in tessuto di due creative dal fervido talento e raffinati complementi d’arredo.

Harborea 2017

Harborea 2017

Sono rimasta incantata di fronte a un giardino d’inverno, realizzato con materiale di recupero che ne ha esaltato il fascino vintage e arredato con preziosi pezzi d’antiquariato.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Sostando allo stand del Garden Club, ho osservato con piacere come donne di ogni età, dalla ragazzina alla madre di famiglia, seguivano le lezioni di decorazione floreale in programma.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Tanti visitatori hanno assistito a interessanti conversazioni al Caffè letterario, in cui si sono alternati scrittori e professionisti del verde. Nel frattempo signore agghindate a festa svolazzavano da uno stand all’altro, cinguettando tra loro. Collezionisti si mischiavano a semplici appassionati, giovani a famiglie con bambini. Insomma mai come quest’anno si è respirato un’atmosfera di profonda armonia e un commovente senso d’appartenenza. A distanza di un mese da uno degli eventi più drammatici nella storia della città, Livorno non si è lasciata andare ma dal fango ha cercato e sta cercando di rinascere proprio come fa un fiore di loto che sboccia e affonda le sue radici negli stagni melmosi ma il suo splendore resta intatto. Alla prossima!

Harborea 2017

 

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Una sosta ricaricabatterie alla Ménagère: concedersi un po’ di tempo per sé

Ormai le vacanze sono diventate un ricordo sbiadito. Nonostante questo non ci dobbiamo rassegnare ad adeguarci a uno stile di vita più monotono. La classica routine casa-lavoro vs lavoro-casa non deve essere intesa come una landa deserta e sterminata in cui è impossibile trovare un’oasi di ristoro. Ogni tanto concedersi una pausa per sé può essere di estremo beneficio, partendo proprio dalle cose più semplici. Basta solo volerlo!

Io ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo per me proprio un paio di giorni fa, passeggiando per le vie di una tra le città più belle al mondo, Firenze. Ci vado spesso, almeno due volte al mese, e quasi sempre mi stupisce, offrendo alla vista scorci inediti. Però, in quest’ultima occasione sono voluta tornare in un posto che  conoscevo e di cui ho già parlato in un precedente post.

Artemisia Florence

Dopo aver girovagato quasi un’ora per il centro, ho imboccato Via de’ Ginori e a metà strada ho deciso di fare una sosta alla Ménagère. Mi sono assicurata un posto a sedere davanti al bancone floreale Artemisia, negozio integrato al concept-restaurant, e ho ordinato una crostatina alla frutta fresca e un tè al limone e citronella. Da questa prospettiva privilegiata mi sono divertita a fotografare in diretta alcuni attimi di vita di persone sconosciute.

concept-restaurant Florence

Delle ragazze straniere con jeans strappati all’altezza del ginocchio e gli orli sdruciti portavano enormi cuffie e facevano scivolare a velocità supersonica le loro dita sullo smartphone, una giovane mamma dai tratti somatici orientali baciava la sua bambina che si ostinava a non voler mangiare il croissant della colazione. I camerieri si muovevano in silenzio, quasi in punta di piedi, tenendo in equilibrio vassoi di tazze fumanti. Tutti erano immersi nel loro mondo e davvero raro era poter scorgere uno scambio di sguardi o di parole.

D’altronde non ci deve stupire che in questi tempi moderni ci sono solo il click dei cellulari, delle parole scritte su Whatsapp e sui social media, a dettare le ore della vita. Tuttavia nutrirsi esclusivamente di  tecnologia non servirà a colmare il senso di vuoto e inadeguatezza che spesso ci tormenta. Forse l’idea di riprendere l’abitudine di raccontarsi e raccontare guardandosi negli occhi, ci farebbe sentire meno soli e distanti. Impariamo a essere meno virtuali e torniamo a essere più reali, cominciando proprio da noi stessi. Voi che ne dite? Alla prossima!

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Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda e Invicta: i marchi che hanno segnato l’adolescenza degli anni Ottanta

Un paio di settimane fa milioni di ragazzi hanno fatto ritorno – la maggior parte credo con sterile entusiasmo – tra i banchi di scuola. Allora ho fatto anch’io un salto nel passato, iniziando a sfogliare l’album dei ricordi. Mi sono rivista bambina e poi ragazzina a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Con nostalgia ho ripensato a quei marchi che hanno segnato la mia adolescenza.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Un passato sfumato, andato ma comunque parte indelebile del mio vissuto. Proprio come allora, pochi giorni fa mi è capitato  di trovarmi con la faccia incollata alle vetrine di cartolerie che esponevano zaini, astucci, quaderni e una miriade di penne colorate. Una tentazione a cui mi è sempre stato difficile resistere. Quanto mi piaceva entrarci ed essere avvolta dall’odore inconfondibile della carta e dal profumo di nuovo che aleggiava ovunque.

A dire la verità già prima dell’estate, in una sorta di rito iniziatico, volevo a tutti i costi comprare il diario per l’anno successivo. Aspettavo quel momento con la stessa concitazione di quando gli americani aspettano il nuovo modello di IPhone.

Ne ho avuti tanti e alcuni li conservo ancora,  ma i miei preferiti erano firmati Naj-Oleari e durante gli ultimi anni del liceo sono stata contagiata anch’io dalla Smemoranda mania. La mitica Smemo non era un diario tradizionale bensì un’agenda libro in cui si annotava di tutto, dalle citazioni ai brani di canzoni, dalle dediche degli amici alle proprie emozioni. Tutto tranne i compiti. Insomma funzionava come uno smartphone.

La borsa, modello a cartella, della Naj-Oleari fu un altro oggetto del desiderio negli anni Ottanta. Mi ricordo perfettamente le fantasie fresche e leggere dallo stile perfettamente riconoscibile – dalle api ai fiorellini – che hanno conquistato generazioni di giovani. Così come Camomilla, un marchio decisamente più romantico e dal tema prevalentemente floreale. Senza dimenticare gli zaini Invicta, un altro oggetto cult ma decisamente più sportivo.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Una rivoluzione stilistica che certamente mi è rimasta scolpita nella memoria e che mi piacerebbe in qualche modo rivivere. Perché? Perché significherebbe prima di tutto tornare giovane. Non so se è poco. Alla prossima!

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Quando l’amore si trasforma in immagine

Riva Mare Livorno

È proprio vero che le immagini valgono più di mille parole. Si è detto moltissime volte nel corso degli anni ma può capitare di averne una chiara testimonianza solo quando lo sperimenti direttamente sulla tua pelle. A me è capitato pochi giorni fa, facendo una passeggiata lungomare a Livorno, poco prima che un oceano d’acqua impazzita travolgesse giovani vite e migliaia di case.

Ero immersa nei miei pensieri quando all’improvviso i miei occhi si sono posati su una coppia, tranquillamente seduta su delle poltroncine da regista in riva al mare. I loro volti non si sono concessi al mio sguardo, dato che li ho sorpresi di spalle, così ho potuto solo immaginare come fossero quelle due persone.

Ci stavamo avvicinando all’ora del tramonto e probabilmente anche loro – avevano avuto la mia stessa idea – erano venuti ad ammirare le tonalità calde del sole quando si tuffa in mare per andare a riposarsi. Ho sentito l’urgenza di immortalare questa scena dopo che aveva suscitato in me una sensazione di disarmante tenerezza.

Dalla loro postura leggermente incurvata ho ipotizzato che questi signori fossero un po’ su con l’età, il volto disegnato da qualche ruga e le mani piene di nodi. Dai loro cappelli era facile intravedere qualche filo argentato.

Probabilmente anche la loro vita era sulla via del tramonto, ma non per questo meno interessante. Stavano osservando il mare, uno spazio senza confini, avvolti dall’odore aspro di salsedine. Lì, da soli, fermi e in silenzio perché evidentemente non c’era bisogno di tante parole.

Pochi e semplici gesti mi avevano fatto intendere che tra loro ci fosse una certa intimità. Così mi è piaciuto pensarli coniugi, complici, amanti e amici.

Fino a quel momento il mio concetto sull’amore è stato molto confuso ma inaspettatamente vedere scorrere davanti a me una scena del genere mi ha aiutato a capirlo meglio. Oggi per me l’amore è racchiuso proprio nell’immagine di quei due sconosciuti in riva al mare. Alla prossima!

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Da HOMI a Maison & Objet: i Saloni della Casa

Settembre è il mese delle fiere. Chi opera nel settore del design e del complemento d’arredo avrà certamente segnato in agenda due date, quella di HOMI e quella di MAISON & OBJET.

Fiere Nazionali Internazionali

Entrambe hanno come denominatore comune il pianeta casa, ma il primo Salone si svolge a Milano presso il polo fieristico di Rho e il secondo a Parigi nel centro congressi di Nord Villepinte.

Di cosa si tratta potrete scoprirlo direttamente sui rispettivi siti mentre io, invece, vorrei raccontare in breve la mia prima visita a queste fiere, un mondo fino al 2009 completamente sconosciuto.

Srotolando lentamente il nastro dei ricordi mi fermo proprio a quell’anno,  l’anno del grande salto nel buio o meglio l’inizio della mia avventura nella giungla del commercio.

Prima della trionfale apertura di quello che sarebbe stato per sei anni il mio negozio, La Corte Fiorita, decisi di fare i primi acquisti proprio a Parigi.

Con un certo anticipo prenotai il volo da Pisa e dopo un paio di mesi, quasi senza neanche accorgermene, mi ritrovai nella capitale francese. Non stavo più nella pelle, ero a Parigi per il mio primo viaggio di lavoro. Non semplice, a pensarci bene, perché dovevo investire una somma di denaro, valutando attentamente il rapporto qualità/prezzo.

Chi lo aveva mai fatto prima? Io, che le volte che mi innamoro di qualcosa, fortunatamente sono davvero poche, non baderei a spese. Mi ricordo ancora perfettamente il momento in cui entrai, con il catalogo degli espositori in mano, al primo padiglione a Nord Villepinte.

I miei occhi iniziarono a girare come trottole impazzite. Mi sentivo come una bambina quando entra in un negozio di giocattoli. Una miriade di luci e candele, sfilate interminabili di porcellane finemente decorate e tovaglie damascate, quadri e conchiglie a coronare magnifici allestimenti scenografici.

MaisonetObjetParigi

Un viavai di persone scorreva davanti ai miei occhi, uomini dal fascino misterioso con turbante, donne con abiti signorili e lo sguardo fiero si aggiravano quasi danzando tra uno stand e l’altro. Quello fu indubbiamente l’anno migliore, l’anno della novità, l’anno in cui la crisi sembrava concedere ancora un briciolo di speranza, l’anno in cui potevo ancora osare senza essere costretta a mettere il lucchetto al portafoglio.

HOMI Milano

La prima volta a HOMI, io l’ho conosciuto con il vecchio nome Macef, è stata differente. A dire la verità la ricordo un po’ come un incubo. Il tassista che mi fece fare un giro interminabile alla ricerca di un albergo che pareva inesistente per riportarmi alla fine, innervosito lui e sfinita io, al punto di partenza. Il bello è che dovetti anche pagare quel viaggio a vuoto. Quindi la giornata non iniziò sotto i migliori auspici.

Ovviamente è un Salone ben strutturato, negli anni si è evoluto, ha tenuto il ritmo, adeguandosi ai tempi, agli stili e alle nuove tendenze ma non ha ancora appreso appieno la tecnica di coinvolgere, creare e stimolare emozioni nell’arte di arredare uno spazio che sia piacevole da vivere purché sia sempre pronto ad accoglierci e a proteggerci.

HOMI Milano

In questo dobbiamo proprio ammettere che Parigi è ancora un passo avanti. Alla prossima!

Maison et Objet Parigi

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Cartolina del mese: Sanremo

Questo mese siamo in Liguria. Sosta a Sanremo, la città dei fiori e della canzone per antonomasia. È piacevole girovagare in lungo e in largo per la città, soprattutto a piedi.

Cartolina da Sanremo

Partendo dal suo cuore pulsante, la sempre affollata Via Matteotti, si possono ammirare le vetrine e, perché no, cadere qualche volta in tentazione, fermarsi per un caffè a uno dei tanti bar e magari farsi anche un selfie di fronte all’ingresso del celeberrimo Teatro Ariston, scenario del festival della canzone italiana da ormai più di mezzo secolo.

Sanremo

Non potrete, poi, farvi sfuggire una visita a un’altra gloria della città, il Casinò Municipale, splendida costruzione di inizio novecento. Il Salone Principale e la Sala Liberty con Soppalco sono la testimonianza di un fascino passato ma che comunque vuole essere ricordato e tramandato.

Sanremo

L’eleganza degli arredi, l’oro nelle finiture dei fregi e i maestosi lampadari in vetro soffiato veneziano mantengono inalterata l’atmosfera retrò dei vecchi tempi. All’inizio dello scorso secolo il Casinò era frequentato da sovrani, scrittori e artisti attratti dal gioco, ovviamente. Oggi è decisamente più alla portata di tutti. Proprio a questo cambio di rotta è da attribuire la preoccupante invasione delle slot machine. Non fatevi ammaliare dalle dinamiche insidiose del gioco ma percorrete, piuttosto, almeno un tratto di Corso degli Inglesi, una delle più belle strade residenziali, caratterizzata da un susseguirsi di ville Liberty con giardini lussureggianti.

Sanremo

Poi, fermatemi verso l’ora del tramonto lungomare e sedetevi a un tavolo del Victory Morgana Bay, un locale che non ha niente da invidiare a quelli delle località vicine decisamente più modaiole, come Montecarlo e Saint Tropez. Nella forma richiama una grande barca  mentre una cupola con la volta stellata funge da soffitto.

Victory Morgana BaySorseggiate uno dei favolosi drink dai colori succosi sulla terrazza panoramica e se non avete fretta di partire, fermatevi pure per la cena. La qualità del cibo e il servizio dello staff sono superlativi. Alla prossima!

Victory Morgana Bay

P.S. Per la cartolina di questo mese sento il dovere di ringraziare una cara amica, che con i suoi inseparabili amici pelosi, Nanà ed Enea, mi ha accompagnato alla scoperta di una città a misura d’uomo, dinamica e perfettamente funzionale. Una destinazione ideale per concedersi una seconda possibilità, proprio come ha fatto lei. Grazie B. per la tua cordiale ospitalità!

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Boutique su tre ruote: la nuova frontiera del commercio

Da sempre sono dell’idea che un negozio rappresenti in sé un’esperienza sensoriale ed emotiva, una continua fonte di ispirazione, una panoplia infinita di oggetti scelti con amore e cura estrema. Infatti per sei anni ho cercato insistentemente che la mia Corte Fiorita seguisse questa filosofia.

Ma purtroppo, poi, subentrano le odiate tasse, i dannati studi di settore e il commercio si trasforma in un campo minato dove alla fine si contano pochi superstiti. Mentre tante saracinesche si abbassano, emergono alla luce per fortuna nuove e alquanto originali realtà, promosse da imprenditori creativi e ingegnosi commercianti che si ostinano a non voler contemplare la parola “arrendersi”.

Una tra le idee più divertenti e in costante crescita è proprio quella della storica Ape Piaggio, oggetto iconico degli anni sessanta, poi abbandonato per un certo periodo sotto la greve patina del tempo e negli ultimi anni recuperato e attrezzato a negozio in movimento su tre ruote.

Boutique itineranti che offrono dalle creazioni artigianali ai bijoux, dai costumi a collezioni moda di lusso, dallo street food ai raffinati aperitivi tra mille bollicine di champagne e una porzione di ostriche ubriacate nel limone. Se poi si getta uno sguardo alla capitale britannica,  per le strade dei vari quartieri, da Soho a Camden, ci potrebbe capitare di trovare un’Ape Car color panna con logo blu Cina   che offre squisiti scone da accompagnare con  l’immancabile thé.

Moving shops

In Italia la promotrice del progetto delle boutique itineranti su Ape Car è stata nel 2006 la stilista e creativa Valeria Ferlini, stipulando un contratto in esclusiva con la Piaggio.

Chi avesse intenzione di avviare un’attività simile e vuole ricevere maggiori informazioni sulla normativa, i permessi e le licenze, può consultare diversi siti specializzati tra cui:

www.movingshop.it;

www.vsveicolispeciali.com;

www.foodtruckitalia.it;

www.apestreetfooding.it;

www.comeaprire.it.

 

Street food on wheels

Le immagini del collage sono presenti nel sito www.scattidigusto.it.

E chissà, magari in futuro potreste vedere in qualche località di vacanza un’Ape personalizzata della Corte Fiorita sfrecciare in giro per raggiungere i suoi affezionati clienti e acquistarne di nuovi. È tanto bello sognare perché almeno questo non costa ancora nulla. Alla prossima!

 

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Siamo già a Ferragosto?

Con la solita velocità a dir poco vertiginosa, ci ritroveremo tra due giorni a metà del mese più caldo dell’anno. Che sia al mare ad abbrustolirsi sotto il sole o in montagna cullati dai suoni della  natura, alla Corte Fiorita non resta che augurare a tutti i follower uno splendido Ferragosto. Come tradizione vuole, lo fa a modo suo, secondo il proprio stile, chiamando in soccorso delle amiche un po’ speciali. Gracidano ma sono deliziose e molto affettuose. Insieme alle cicale e alle lucciole non si stancano mai di farci compagnia nelle giornate estive. Non hanno ancora un nome ma si fanno già riconoscere. Sono le splendide rane di Franz Porcelain,  veri pezzi da collezione per tutti i frog-addicted come chi sta scrivendo. Date un’occhiata al sito perché merita davvero.

               Buon Ferrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrragosto. Alla prossima!

 

Franz Porcelain Frogs

 

Indirizzi utili

www.franzcollection.com

http://www.messulam.net/it/franz.html

 

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Sotto l’ombrellone ma con stile

Siamo in piena estate e come tradizione vuole l’ondata di gran caldo, a dire il vero un po’ troppo anomala quest’anno, non intende concederci una tregua.

Sono davvero pochi i momenti della giornata in grado di infondere una sensazione rinfrescante. Forse le prime luci della mattina e le ultime della sera.

Così mai come in questa stagione ci piace trascorrere più tempo possibile all’aria aperta. Chi rimane al mare per salutare il sole che se ne va a dormire e chi, invece, preferisce rilassarsi nel proprio giardino o terrazza, magari intrattenendo gli amici con un aperitivo.

Parlando proprio dei momenti conviviali tra amici, quella volta che sono stata a Ibiza, la capitale estiva del divertimento, ho notato che molti locali servono  i loro cocktail sotto magnifici ombrelloni che ho scoperto, poi, essere di provenienza balinese. Me ne sono innamorata e mi sono promessa che alla prima occasione me ne sarei comprato uno anche io.

Handmade Balinese Umbrellas

Il tipico ombrellone balinese ha un telaio sapientemente intrecciato a mano attorno a un sostegno in robusto bambù. Il tessuto, perlopiù in cotone o poliestere, si trova sia nelle tinte più sgargianti che in quelle più neutre, è spesso finemente decorato e bordato da pendenti in metallo, madreperla o cocco.

Come ormai accade da decenni, sull’isola spagnola arrivano ancora tante navi container con pezzi importati dall’isola di Bali. Infatti molte abitazioni tradizionali (finca) e ville lussuose sono arredate con mobili in legno intarsiato ed enormi teste dorate di Buddha.

Gli ombrelloni sono un dettaglio decorativo minore, ma nonostante  ciò quell’accostamento ardito e in egual misura armonico che può dare un valore aggiunto allo spazio esterno. Ne esistono diverse varianti. Si può scegliere tra quelli da giardino con base a terra in legno o pietra e quelli in formato bonsai da poggiare sulla tavola durante una cena a tema orientale.

Balinese shade tabletop

Cosa mi piace di più di questi ombrelloni? Semplice, il tintinnio di tutti i ciondoli a ogni alito del vento, una melodia senza spartito che, però,  ti riconcilia magicamente con te stessa, allentando le tensioni e facendoti riappropriare del puro e nudo sentire. Finalmente ne ho appena acquistato uno. Dove trovarli? Ecco alcuni siti dove si possono acquistare con un solo click. Alla prossima!

Oriental umbrellas

 

Indirizzi utili

www.balineseumbrella.com;

www.brilliantimports.com;

www.lunabazaar.com;

www.oriental-umbrellas.com;

www.pier1.com;

www.shop.zocohome.com.