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VisualFood: il cibo diventa icona di bellezza

 

Fashion Illustrator Edgar ArtisNei giorni scorsi stavo facendo zapping da un canale televisivo all’altro quando mi sono soffermata per caso a guardare una signora che stava spiegando con estrema precisione le tecniche del VisualFood, una vera e propria filosofia culinaria fondata sulla preparazione di piatti, perlopiù anche semplici, che si distinguono per la loro presentazione scenografica. In passato ne avevo già sentito parlare ma non avevo ancora mai assistito a una dimostrazione visiva. Davvero entusiasmante!

Stimolata allora dalla mia insaziabile curiosità per tutto ciò che riguarda il mondo creativo, ho avviato una strenua ricerca su Internet per conoscere meglio questa disciplina. Ho subito scoperto che proprio quella signora, intenta a spiegare passo passo tutte le creazioni con rara abilità e grandissima professionalità, è l’artefice di questa nuova frontiera del design applicato al cibo. Rita Loccisano, una signora modenese di indiscutibile talento creativo, già molto conosciuta nel web per i suoi video tutorial cliccatissimi su Youtube, che si è ritagliata su misura una professione seguendo una sua passione. Solo per questo merita tutta la mia stima perché realizzare un progetto personale è un rischio, richiede impegno, sacrificio ma se ci si crede, ne vale comunque sempre la pena. Se poi si ha il privilegio di riuscirci, la soddisfazione è incommensurabile!

Ho visitato il suo sito visualfood.org dove ho acquistato il suo libro che arriverà a giorni e i primi strumenti indispensabili per imparare a diventare una visualfoodist! Speriamo! Quando meno te lo aspetti, trovi una nuova opportunità professionale. Non ci sbilanciamo. Intanto dovrò imparare le varie tecniche, utilizzare il coltello Thai, lo spelucchino, lo spolpino e via dicendo. Se le mie falangi sopravviveranno (ovviamente scherzo, riserverò attenzione massima a non farmi del male), se ne potrà riparlare. Iniziamo a studiare per poi Creare, Stupire, Gustare! Senza mai dimenticare che tutto quello che si presenta è commestibile, bello e si può mangiare!  “Nooo, è solo decorativo!” è un’espressione bandita dal vocabolario del VisualFood.

VisualFood Rita Loccisano

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Sfere decorative in corda di iuta: l’arte del fai-da-te

Mi nutro di creatività. È uno dei miei pochi irrinunciabili piaceri. Ogni giorno cerco di ritagliarmi qualche ora per dare sfogo alla fantasia e far sì che le mie mani possano dedicarsi a plasmare, decorare, comporre, in poche parole a creare. La creatività è come un virus, una volta che ti contagia è difficile o quasi impossibile liberartene. Sono innamorata dei fiori e coltivo una seria passione per l’arredo creativo. Negli anni mi è piaciuto molto anche sperimentare, dal cucito ai bijoux, senza dimenticare il Visual Food (ne ho parlato in questo post). Mi sono divertita a scoprire nuove discipline e ad approfondire tecniche tradizionali. Tra queste rientrano certamente la decorazione floreale e il Soutaches. Attualmente la mia manualità creativa si sta mantenendo in allenamento con la creazione di sfere decorative, avvolte rigorosamente a mano con corda di iuta.

Sfere decorative

Una volta rivestita la sfera, mi concentro sulla parte decorativa. Mi piace assemblare diversi elementi per creare un piacevole gioco cromatico. Prediligo rami, fiori di feltro, cuori e stelle di corteccia, alternandoli con nastri di raso e merletti dallo stile vintage.

manualità creativa

Quale funzionalità hanno questi oggetti? In realtà nessuna se non puramente decorativa. Si possono concepire come originali nappe da appendere ai pomelli dei mobili, esporre su una credenza oppure utilizzare come addobbo in occasione delle festività natalizie. Vuoi mettere, comunque, la soddisfazione che si prova a creare, inventare qualcosa grazie alla propria manualità.

Sfera polistirolo

Oggi la creatività si è appiattita, è stata investita dall’ondata della globalizzazione, arrendendosi di conseguenza all’omologazione. Strano a credersi ma  è proprio nei momenti di estrema difficoltà che l’estro creativo emerge. Quindi continuiamo a difendere l’arte del fai-da-te, la produzione artigianale e il suo alto valore qualitativo. Qualsiasi cosa fatta a mano, anche la più semplice, ha tutto un altro valore perché contiene un frammento di noi. Alla prossima!

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Cucinare con i fiori: un’esperienza creativa…

 

Insalata Cucinare Fiori

In un periodo personale un po’ sottotono, in cui le forze fisiche e l’appetito si sono voluti concedere una vacanza inattesa, ho provato ad escogitare mille modi per rivitalizzare il mio piacere per il cibo. Dopo giorni di digiuno serrato ho cominciato a spelluzzicare di nuovo qualcosa solo nelle ultime ore.  Ciò che mi ha aiutato a riacquistare una certa fiducia nei sapori della cucina è stato quello di rendere più bello e appetibile il piatto,  privilegiando porzioni minuscole da Nouvelle Cousine, ma magari dandogli anche un tocco di colore. Come si può dedurre, anche quando tutto il resto sembra prendersi una pausa, la mia sete creativa è sempre la mia più fedele alleata. Riguardo l’ambito della gastronomia, una tra le mie ultime scoperte è stata il VisualFood, ma divagando tra i miei ricordi più lontani, mi è tornata improvvisamente alla memoria una tendenza culinaria già esistente da tempo, mai sperimentata personalmente, ma comunque per me di grande interesse. L’arte culinaria floreale, ormai un trend nelle ricette degli chef. Ho recuperato tra le mie scartoffie e la mia galleria di immagini uno dei piatti firma dell’eccellente chef Enrico Crippa, dal 2013 insignito di tre stelle Michelin, che propone abitualmente nel suo ristorante Piazza Duomo di Alba, La mitica Insalata 21, 31, 41, 51…(così chiamata per il numero degli ingredienti utilizzati in base alla loro reperibilità e stagionalità).

Insalata Enrico Crippa Insalata Enrico Crippa

All’apparenza una banale insalata, in verità un tripudio scenografico di colori, aromi e fantasia con una leggera nota orientale. Un invidiabile connubio di verdure e fiori commestibili. Proporre richiami floreali nel piatto mi sembra un’idea originale, quasi geniale. Non solo le papille gustative devono rimanerne deliziate ma anche la vista deve essere catturata. Un piatto come questo sembra riuscirci alla perfezione! Perché allora non provare a cimentarsi anche noi? Ecco la ricetta!

                     Insalata 21, 31, 41, 51…dello chef Enrico Crippa

Tempo di Preparazione
30 Minuti-1 Ora

Ingredienti
Insalata mista e erbe (160 grammi)

🍀Foglie di Gentilina
🍀Foglie di parella
🍀Sarset
🍀Crespino
🍀Papavero
🍀Tarassaco
🍀Foglie di primula
🍀Spinacini
🍀Radicchio tardivo di Treviso
🍀Insalatina di campo ( trusset)
🍀Foglie di bietole rosse
🍀Foglie di barbabietola
🍀Dragoncello
🍀Pimpinella
🍀Acetosella
🍀Santoreggia
🍀Maggiorana
🍀Mizuna rossa
🍀Mizuna verde
🍀Senape cinese
🍀Cerfoglio mordigallina
🍀Sedanino
🍀Levistico
🍀Buon Enrico
🍀Scisso verde
🍀Scisso rosso
🍀Aneto
🍀Finocchietto selvatico
🍀Nasturzio
🍀Fiori Calendule (rosse, bianche, viola, arancioni, gialle)
🍀Fiori di violette
🍀Fiori di primule
🍀Fiori di borragine
🍀Fiordaliso
🍀Fiori di erba cipollina e d’aglio
Preparazione

Pulite e lavate molto bene tutte le erbe e le insalate, conditele con olio aromatizzato alle erbe, aceto di Barolo, semi di sesamo tostati, alghe nori tritate finissime, fiocchi di tonno secchi tritati (in giapponese katsuobushi) zenzero candito con un po’ del suo succo e grossa quantità di olio d’erbe. Questo si ottiene sbollentando 500 g di erbe aromatiche (Prezzemolo e Dragoncello), dopodiché strizzarle bene e mixarle fortemente in un frullatore. Aggiungere 1 l olio extra vergine d’oliva e infine filtrate con un colino extrafine e della carta. Cuocete due tronchetti di bambù al forno , tagliato finemente e condito anch’esso con un po’ di sesamo.Terminate con i fiori, sfogliati petalo per petalo.

*A piacimento potete accompagnare il piatto con le cialde d’amaranto fritte. Cuocete 200g di semi di amaranto come un risotto con 1,2 l di acqua e 13g di Instant Dashi (il classico brodo della cucina giapponese preparato con prodotti essiccati), per circa 40 minuti senza salarlo. Una volta cotto stendetelo tra due fogli di carta da forno e fatelo seccare. Quando sarà ben asciutto rompetelo a pezzi irregolari e fatelo friggere soffiandolo in olio caldo.

Cucinare con fiori

Non è certo facile seguire alla lettera la ricetta. Solo riuscire a trovare tutti gli ingredienti sarà un’ardua impresa, a meno che non si abbia la fortuna di coltivare un orto privato come Enrico Crippa. Ovviamente non raggiungeremo il livello eccelso dello chef ma una piccola sfida, anche se solo in cucina, può sempre aiutarci a migliorare! D’altronde se non abbiamo il coraggio di sperimentare, non otterremo mai i risultati sperati.