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Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda e Invicta: i marchi che hanno segnato l’adolescenza degli anni Ottanta

Un paio di settimane fa milioni di ragazzi hanno fatto ritorno – la maggior parte credo con sterile entusiasmo – tra i banchi di scuola. Allora ho fatto anch’io un salto nel passato, iniziando a sfogliare l’album dei ricordi. Mi sono rivista bambina e poi ragazzina a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Con nostalgia ho ripensato a quei marchi che hanno segnato la mia adolescenza.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Un passato sfumato, andato ma comunque parte indelebile del mio vissuto. Proprio come allora, pochi giorni fa mi è capitato  di trovarmi con la faccia incollata alle vetrine di cartolerie che esponevano zaini, astucci, quaderni e una miriade di penne colorate. Una tentazione a cui mi è sempre stato difficile resistere. Quanto mi piaceva entrarci ed essere avvolta dall’odore inconfondibile della carta e dal profumo di nuovo che aleggiava ovunque.

A dire la verità già prima dell’estate, in una sorta di rito iniziatico, volevo a tutti i costi comprare il diario per l’anno successivo. Aspettavo quel momento con la stessa concitazione di quando gli americani aspettano il nuovo modello di IPhone.

Ne ho avuti tanti e alcuni li conservo ancora,  ma i miei preferiti erano firmati Naj-Oleari e durante gli ultimi anni del liceo sono stata contagiata anch’io dalla Smemoranda mania. La mitica Smemo non era un diario tradizionale bensì un’agenda libro in cui si annotava di tutto, dalle citazioni ai brani di canzoni, dalle dediche degli amici alle proprie emozioni. Tutto tranne i compiti. Insomma funzionava come uno smartphone.

La borsa, modello a cartella, della Naj-Oleari fu un altro oggetto del desiderio negli anni Ottanta. Mi ricordo perfettamente le fantasie fresche e leggere dallo stile perfettamente riconoscibile – dalle api ai fiorellini – che hanno conquistato generazioni di giovani. Così come Camomilla, un marchio decisamente più romantico e dal tema prevalentemente floreale. Senza dimenticare gli zaini Invicta, un altro oggetto cult ma decisamente più sportivo.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Una rivoluzione stilistica che certamente mi è rimasta scolpita nella memoria e che mi piacerebbe in qualche modo rivivere. Perché? Perché significherebbe prima di tutto tornare giovane. Non so se è poco. Alla prossima!

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Quando l’amore si trasforma in immagine

Riva Mare Livorno

È proprio vero che le immagini valgono più di mille parole. Si è detto moltissime volte nel corso degli anni ma può capitare di averne una chiara testimonianza solo quando lo sperimenti direttamente sulla tua pelle. A me è capitato pochi giorni fa, facendo una passeggiata lungomare a Livorno, poco prima che un oceano d’acqua impazzita travolgesse giovani vite e migliaia di case.

Ero immersa nei miei pensieri quando all’improvviso i miei occhi si sono posati su una coppia, tranquillamente seduta su delle poltroncine da regista in riva al mare. I loro volti non si sono concessi al mio sguardo, dato che li ho sorpresi di spalle, così ho potuto solo immaginare come fossero quelle due persone.

Ci stavamo avvicinando all’ora del tramonto e probabilmente anche loro – avevano avuto la mia stessa idea – erano venuti ad ammirare le tonalità calde del sole quando si tuffa in mare per andare a riposarsi. Ho sentito l’urgenza di immortalare questa scena dopo che aveva suscitato in me una sensazione di disarmante tenerezza.

Dalla loro postura leggermente incurvata ho ipotizzato che questi signori fossero un po’ su con l’età, il volto disegnato da qualche ruga e le mani piene di nodi. Dai loro cappelli era facile intravedere qualche filo argentato.

Probabilmente anche la loro vita era sulla via del tramonto, ma non per questo meno interessante. Stavano osservando il mare, uno spazio senza confini, avvolti dall’odore aspro di salsedine. Lì, da soli, fermi e in silenzio perché evidentemente non c’era bisogno di tante parole.

Pochi e semplici gesti mi avevano fatto intendere che tra loro ci fosse una certa intimità. Così mi è piaciuto pensarli coniugi, complici, amanti e amici.

Fino a quel momento il mio concetto sull’amore è stato molto confuso ma inaspettatamente vedere scorrere davanti a me una scena del genere mi ha aiutato a capirlo meglio. Oggi per me l’amore è racchiuso proprio nell’immagine di quei due sconosciuti in riva al mare. Alla prossima!

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Da HOMI a Maison & Objet: i Saloni della Casa

Settembre è il mese delle fiere. Chi opera nel settore del design e del complemento d’arredo avrà certamente segnato in agenda due date, quella di HOMI e quella di MAISON & OBJET.

Fiere Nazionali Internazionali

Entrambe hanno come denominatore comune il pianeta casa, ma il primo Salone si svolge a Milano presso il polo fieristico di Rho e il secondo a Parigi nel centro congressi di Nord Villepinte.

Di cosa si tratta potrete scoprirlo direttamente sui rispettivi siti mentre io, invece, vorrei raccontare in breve la mia prima visita a queste fiere, un mondo fino al 2009 completamente sconosciuto.

Srotolando lentamente il nastro dei ricordi mi fermo proprio a quell’anno,  l’anno del grande salto nel buio o meglio l’inizio della mia avventura nella giungla del commercio.

Prima della trionfale apertura di quello che sarebbe stato per sei anni il mio negozio, La Corte Fiorita, decisi di fare i primi acquisti proprio a Parigi.

Con un certo anticipo prenotai il volo da Pisa e dopo un paio di mesi, quasi senza neanche accorgermene, mi ritrovai nella capitale francese. Non stavo più nella pelle, ero a Parigi per il mio primo viaggio di lavoro. Non semplice, a pensarci bene, perché dovevo investire una somma di denaro, valutando attentamente il rapporto qualità/prezzo.

Chi lo aveva mai fatto prima? Io, che le volte che mi innamoro di qualcosa, fortunatamente sono davvero poche, non baderei a spese. Mi ricordo ancora perfettamente il momento in cui entrai, con il catalogo degli espositori in mano, al primo padiglione a Nord Villepinte.

I miei occhi iniziarono a girare come trottole impazzite. Mi sentivo come una bambina quando entra in un negozio di giocattoli. Una miriade di luci e candele, sfilate interminabili di porcellane finemente decorate e tovaglie damascate, quadri e conchiglie a coronare magnifici allestimenti scenografici.

MaisonetObjetParigi

Un viavai di persone scorreva davanti ai miei occhi, uomini dal fascino misterioso con turbante, donne con abiti signorili e lo sguardo fiero si aggiravano quasi danzando tra uno stand e l’altro. Quello fu indubbiamente l’anno migliore, l’anno della novità, l’anno in cui la crisi sembrava concedere ancora un briciolo di speranza, l’anno in cui potevo ancora osare senza essere costretta a mettere il lucchetto al portafoglio.

HOMI Milano

La prima volta a HOMI, io l’ho conosciuto con il vecchio nome Macef, è stata differente. A dire la verità la ricordo un po’ come un incubo. Il tassista che mi fece fare un giro interminabile alla ricerca di un albergo che pareva inesistente per riportarmi alla fine, innervosito lui e sfinita io, al punto di partenza. Il bello è che dovetti anche pagare quel viaggio a vuoto. Quindi la giornata non iniziò sotto i migliori auspici.

Ovviamente è un Salone ben strutturato, negli anni si è evoluto, ha tenuto il ritmo, adeguandosi ai tempi, agli stili e alle nuove tendenze ma non ha ancora appreso appieno la tecnica di coinvolgere, creare e stimolare emozioni nell’arte di arredare uno spazio che sia piacevole da vivere purché sia sempre pronto ad accoglierci e a proteggerci.

HOMI Milano

In questo dobbiamo proprio ammettere che Parigi è ancora un passo avanti. Alla prossima!

Maison et Objet Parigi

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Cartolina del mese: Sanremo

Questo mese siamo in Liguria. Sosta a Sanremo, la città dei fiori e della canzone per antonomasia. È piacevole girovagare in lungo e in largo per la città, soprattutto a piedi.

Cartolina da Sanremo

Partendo dal suo cuore pulsante, la sempre affollata Via Matteotti, si possono ammirare le vetrine e, perché no, cadere qualche volta in tentazione, fermarsi per un caffè a uno dei tanti bar e magari farsi anche un selfie di fronte all’ingresso del celeberrimo Teatro Ariston, scenario del festival della canzone italiana da ormai più di mezzo secolo.

Sanremo

Non potrete, poi, farvi sfuggire una visita a un’altra gloria della città, il Casinò Municipale, splendida costruzione di inizio novecento. Il Salone Principale e la Sala Liberty con Soppalco sono la testimonianza di un fascino passato ma che comunque vuole essere ricordato e tramandato.

Sanremo

L’eleganza degli arredi, l’oro nelle finiture dei fregi e i maestosi lampadari in vetro soffiato veneziano mantengono inalterata l’atmosfera retrò dei vecchi tempi. All’inizio dello scorso secolo il Casinò era frequentato da sovrani, scrittori e artisti attratti dal gioco, ovviamente. Oggi è decisamente più alla portata di tutti. Proprio a questo cambio di rotta è da attribuire la preoccupante invasione delle slot machine. Non fatevi ammaliare dalle dinamiche insidiose del gioco ma percorrete, piuttosto, almeno un tratto di Corso degli Inglesi, una delle più belle strade residenziali, caratterizzata da un susseguirsi di ville Liberty con giardini lussureggianti.

Sanremo

Poi, fermatemi verso l’ora del tramonto lungomare e sedetevi a un tavolo del Victory Morgana Bay, un locale che non ha niente da invidiare a quelli delle località vicine decisamente più modaiole, come Montecarlo e Saint Tropez. Nella forma richiama una grande barca  mentre una cupola con la volta stellata funge da soffitto.

Victory Morgana BaySorseggiate uno dei favolosi drink dai colori succosi sulla terrazza panoramica e se non avete fretta di partire, fermatevi pure per la cena. La qualità del cibo e il servizio dello staff sono superlativi. Alla prossima!

Victory Morgana Bay

P.S. Per la cartolina di questo mese sento il dovere di ringraziare una cara amica, che con i suoi inseparabili amici pelosi, Nanà ed Enea, mi ha accompagnato alla scoperta di una città a misura d’uomo, dinamica e perfettamente funzionale. Una destinazione ideale per concedersi una seconda possibilità, proprio come ha fatto lei. Grazie B. per la tua cordiale ospitalità!