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Tutorial creativo: Ghirlanda in stile naturale

Wreath making

È ormai tradizione che il mese di dicembre, per gli amanti del fai da te, è il periodo ideale per dare libero sfogo alla propria creatività. Allora, perché non provare a creare una ghirlanda in stile naturale per abbellire la tavola di Natale? Si sa che le ghirlande sono un elemento decorativo super gettonato. Si trovano all’ingresso di casa, sulle finestre o vicino a un camino. Possono essere realizzate in diversi materiali, dalla lana alla corda, dai rami di abete alla carta e possono adattarsi a diversi stili, al fine di soddisfare ogni gusto. In questo tutorial verrà spiegato il procedimento per realizzare una ghirlanda di abete nordico con cannella, anice stellato – spezie che sprigionano un delizioso profumo di Natale – pigne e arance essiccate. Potrete utilizzarla come centrotavola, magari impreziosendola anche con i riflessi luccicanti delle candele.

Ecco cosa vi occorre:

  • Corona di Oasis (diametro: 25cm) bagnata;
  • Cesoie da fioraio;
  • Colla a caldo;
  • Fil di ferro;
  • Rami di abete argentato;
  • Arance essiccate;
  • Anice stellato;
  • Bastoncini di cannella;
  • Piccole palline di Natale;
  • Stelle e cuori di corteccia;
  • Semi vari e fiori essiccati.

Una volta bagnata l’oasis – lasciarla galleggiare nell’acqua senza mai immergerla con forza – iniziate a inserire a piccoli gruppi i rami di abete fino a coprire tutta la corona.

Christmas ornaments

Silver fir

Successivamente legate con un filo di ferro due o tre bastoncini di cannella e poi, prima di posizionarli nella composizione, riavvolgeteli con della iuta o un nastro di corda. Nel passo successivo inserite le pigne, l’anice stellato, le fette d’arancia essiccate e altri elementi decorativi di vostro gradimento, dalle palline natalizie alle stelle e ai cuori fatti di corteccia.

DIY natural wreath

Potrete fermarli nell’oasis con l’ausilio del fil di ferro oppure con la colla a caldo. Il risultato sarà una ghirlanda naturale dalla fragranza muschiata che sembra rubata al bosco per ricreare in casa un’atmosfera dal sapore fiabesco. Allora cesoie alla mano e cominciamo. Alla prossima! 

Christmas wreath in a natural style

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Tutorial Creativo: albero di Natale in miniatura

Volete realizzare un albero di Natale in miniatura?

Ecco cosa vi occorre:

  • Cono Oasis Ideal Floral Maxlife (diametro: 12cm, altezza: 32cm);
  • Rami di abete argentato;
  • Cesoie da fioraio;
  • Piatto in carta/vetro di un colore a scelta oppure un’alzatina;
  • Piccole sfere sfaccettate in resina trasparente (effetto diamante);
  • Filo di stelle led;
  • Decorazioni e ornamenti a piacere;
  • Mini scatole foderate con nastro e fiocco;
  • Colla a caldo.

 

Il procedimento è davvero semplice e richiede poco tempo. Comunque si deve essere precisi e puliti affinché il risultato finale si riveli all’altezza delle migliori aspettative. Bando alle ciance, rimbocchiamoci le maniche e cominciamo.

Selezioniamo dei rametti di abete, rimuoviamo dalla parte finale gli aghi e disponiamoli a raggiera nell’oasis, già precedentemente bagnata. Proseguiamo così fino a oltre metà del cono quando, invece, i rametti dovranno essere inseriti con una leggera inclinazione in modo tale da definire meglio il profilo di un abete in miniatura.

Starà poi alla vostra creatività scegliere se lasciarlo al naturale oppure decorarlo con perle, sfere, piccole pigne o bacche. In questo caso dovrete usare la colla a caldo.

Io l’ho appena terminato. Ho scelto anche di abbinarlo a delle piccole scatole foderate con un bel nastro e fiocco oro. Una scenografia deliziosa da esporre in un angolo della casa per tutto il periodo delle festività.

DIY for Christmas

Miniature Christmas Tree

E voi cosa aspettate a farlo e postare qualche foto. Alla prossima!

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L’albero di Natale: come lo decoriamo quest’anno?

   “Vorrei poter mettere lo spirito del Natale

all’interno di un barattolo

e poterlo tirare fuori mese per mese,

poco alla volta”.

                                                         Harland Miller

 

Uno dei simboli per antonomasia del Natale è l’albero. Di anno in anno quello artificiale sta riscuotendo un successo sempre maggiore e per questo viene preferito dalla maggioranza delle persone. Prima di tutto perché non determina l’abbattimento di migliaia di abeti innocenti e poi perché, facile da intuire, non perde aghi. Oggigiorno, però, di versioni dell’albero di Natale ne esistono una quantità sconfinata. Oggetti insoliti, riciclo creativo e tanta fantasia possono rivelarsi degli ottimi strumenti per dare vita ad allestimenti scenografici unici. Basta curiosare su Pinterest per rendersene conto. Ecco alcune idee e suggestioni da cui trarre ispirazione.

Christmas decoration

Christmas decoration

Voi quale preferite? Le versione classiche o quelle più insolite? Alla prossima!

Le immagini sono tratte dalla bacheca

Christmas Trees su Pinterest.

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Ricci Divani & Poltrone: un’anteprima del Natale

Ponsacco

Al prossimo Natale, uno dei momenti più attesi dell’anno, manca meno di un mese. Le strade cominciano ad accendersi a festa e le vetrine vengono agghindate con migliaia di addobbi tra ghirlande, nastri e lanterne. Mai come in questo periodo l’arte del regalo ritrova il suo incanto.

Natale 2017

In un negozio in particolare, questa magia si respira fin dal suo ingresso. È  Ricci Divani & Poltrone. Si trova a Ponsacco, lungo la strada che porta a Pontedera, ed esiste dal 1955. Inizialmente era un laboratorio specializzato nella fabbricazione di tendaggi e poltrone ma nel corso degli anni si è rivolto anche alla vendita di complementi d’arredo, articoli da regalo e collezioni per la tavola.

Ponsacco

Negozio complementi arredo Ponsacco

Proprio pochi giorni fa ha presentato alla sua clientela una splendente anteprima del Natale. Affascinati dal gioco di luci dorate, dai riflessi argentei dei candelieri mercurizzati, dai preziosi pendenti e dalle ricercate fragranze d’ambiente, è stato facile immergersi in un’atmosfera quasi da fiaba.

Ponsacco negozio arredo

Tanti spunti e suggestioni per ricreare un décor natalizio in chiave personale, seguendo il proprio gusto e il proprio stile. Lo showroom si articola in uno spazio molto ampio (400 mq) tanto che le decorazioni scenografiche sono state allestite secondo una palette cromatica ben definita, dal classico rosso all’oro, dall’argento al rosa, passando pure per la fantasia iconica scozzese, il tartan.

Natale 2017

Ponsacco

Negozio complementi d'arredo

In tutto questo non poteva certo mancare il carosello di canzoni natalizie, ma la scelta sapiente di marchi d’eccellenza ha contribuito a rendere Ricci un negozio di riferimento per gli amanti del complemento d’arredo.

Negozio Ponsacco

Alla fine di questa anteprima sono ancora più convinta che fare acquisti in un negozio offra un’esperienza sensoriale ed emotiva senza paragoni. Altro che quegli enormi centri commerciali, templi dell’accumulo privi di un’identità. Nostalgia del mio negozio La Corte Fiorita? Forse. Alla prossima!

Ponsacco negozi

 

Indirizzi Utili

Ricci Divani & Poltrone

Via Valdera, 38/40

56038 Ponsacco (PI)

www.riccitappezzieri.it

info@riccitappezzieri.it

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Trascorrere una piacevole serata al Gallaccio

Alcuni anni fa tre amici, con studi e stili di vita diversi, ma nel contempo accomunati dalla stessa passione per la ristorazione, hanno aperto a Livorno il Gallaccio, un locale delizioso dove poter gustare galletti alla griglia, magari sorseggiando anche un boccale di birra artigianale.

Il Gallaccio Livorno

Se srotoliamo lentamente il nastro dei ricordi e ci soffermiamo agli anni ’90, tanti potranno ricordarsi la celeberrima réclame dei galletti Valle Spluga, 100% italiani, genuini, croccanti e facilmente digeribili da tutti. Al Gallaccio vi serviranno proprio quelli con le immancabili patatine fritte e salse sfiziose. Al di là del menù che comprende anche hamburger, taglieri di salumi e tanto altro ancora, una nota a sé la merita indubbiamente l’arredo ricercato, per cui il locale riesce a distinguersi dall’anonimato.

Locale polli alla griglia il Gallaccio

All’esterno è stato ricreato un angolo volutamente rétro con oggetti di recupero, dalla vecchia scala a pioli ai contenitori di latta, dai pancali di legno al tavolino in ferro arrugginito. Ogni elemento della scenografia conferisce un aspetto velatamente trasandato, ma anche romantico. In questo spazio la palette cromatica dominante gioca su sfumature chiare, dal panna all’écru delle bergère fino al grigio chiarissimo dei secchielli in zinco.

Il Gallaccio Livorno

Il Gallaccio

E non crediate che finisca qui. I proprietari hanno sbizzarrito la loro fantasia anche all’interno. Appena si varca la porta d’ingresso a vetri, basterà sollevare lo sguardo in alto ed essere avvolti da un’improvvisa sferzata di colori. Tanti ombrelli ondeggiano sul soffitto (un’installazione del genere era già stata proposta lungo la via principale di Pietrasanta la scorsa estate), dai colori vitaminici, leggeri e inafferrabili come gli aquiloni.

Ombrelli il Gallaccio

Il Gallaccio

Guardandosi attorno è possibile scorgere tanti altri oggetti particolari, dalle vecchie valigie accatastate su degli scaffali ai quadretti e alle targhe in alluminio, tutte raffiguranti gli iconici galletti, dai diversi tipi di lanterne alle sedie spaiate.

Il Gallaccio

Il Gallaccio

Insomma, il riutilizzo creativo la fa da padrone, ma con sapienza e buon gusto. Ah, mi raccomando di non chiedere le posate quando vi porteranno le pietanze. Qui forchette e coltelli sono in sciopero, in barba alle regole del galateo. Così nessuno potrà guardarci strano se ci leccheremo le dita a fine pasto. D’altronde un piccolo piacere è sempre bello concederselo ogni tanto. Non è vero? Alla prossima!

 

Indirizzi utili

Il Gallaccio

Via U. Mondolfi, 150

57128 Livorno

Tel. +39 0586 501524

www.gallaccio.it

info@gallaccio.it

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Decorare casa con le zucche ornamentali: ecco alcune idee

Flower Arrangement with pumpkinsLe zucche ornamentali sono reperibili ormai ovunque, dal supermercato all’ortolano di fiducia sotto casa. Con loro la natura si è davvero sbizzarrita dato che ne esistono di mille forme e colori.

Pumpkin and Flowers

Di questa stagione, poi, è bello decorare casa con i caldi colori autunnali. Le foglie brunite della quercia o le foglie di vite nelle loro sfumature rossastre unite alle zucche, ai fiori freschi, alle pigne e alle bacche sono i giusti ingredienti per realizzare decorazioni floreali fai da te di grande fascino.

Pumpkin as flower container

La zucca, inoltre, è uno dei simboli della notte di Halloween, che si festeggerà a breve. I bambini non vedono l’ora di tempestare i vicini con il fatidico quesito: dolcetto o scherzetto (Trick or Treat)?

Pumpkins' Carvings

Per chi volesse vestire a festa la casa per questa ricorrenza ma non ha intenzione di tappezzarla con mostri, ragnatele e pipistrelli, esistono soluzioni alternative che rispettano ogni stile.

Flower Arrangement with pumpkins

Pumpkins of different sizes

Su Pinterest potrete trovare migliaia di immagini da cui prendere spunto. Inoltre vi invito a guardare il video di Garden Answer per una composizione con le zucche davvero originale. Alla prossima!

 

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Harborea 2017: quando Livorno si veste con i fiori

Domenica 15 Ottobre, 2017. Livorno, parco storico di Villa Mimbelli. Raggi rossastri di sole tingono il cielo all’ora del tramonto. I maestosi cancelli di ferro si chiudono dietro gli ultimi visitatori. La settima edizione di Harborea, la festa delle piante e dei giardini d’oltremare, si è appena conclusa. Gli espositori iniziano a smontare gli stand per caricare la loro merce sui camion. Il viaggio di ritorno li attende. Qualcuno si dimentica di rimuovere lo striscione all’ingresso. Forse è segno che se ne avverte già la nostalgia.

Harborea 2017

Harborea 2017

D’altronde Harborea è diventato quasi un appuntamento liturgico nel calendario della città. Anch’io non sono mai voluta mancare, presentandomi sia come espositrice che come socia volontaria del Garden Club di Livorno, il principale fautore dell’iniziativa. Per quel che mi è stato possibile, quest’anno ho voluto dare il mio contribuito all’interno della macchina organizzativa, a dire il vero già super collaudata ma sempre pronta a migliorarsi.

Nonostante ciò un giro da semplice visitatrice me lo sono voluto concedere, avventurandomi in un piacevole percorso di emozioni floreali tra rarità botaniche, erbe e spezie. Oltre a piante insolite e consulenze negli spazi espositivi ho potuto scoprire prodotti enogastronomici, dalle farine di grani antichi, alle diverse varietà di riso, dalla liquirizia al cioccolato, dai liquori biologici alle confetture di frutta.

Ho ricevuto spunti e suggestioni per arredare il giardino, dalle magnifiche ceramiche di Caltagirone alle casette in legno per gli uccellini e gli insetti, dai cesti in vimini ai divertenti fiorellini per decorare le nostre piante in vaso, creare originali bouquet floreali oppure personalizzare bomboniere.

Harborea 2017

Harborea 2017

Ho ammirato magnifici lavori in tessuto di due creative dal fervido talento e raffinati complementi d’arredo.

Harborea 2017

Harborea 2017

Sono rimasta incantata di fronte a un giardino d’inverno, realizzato con materiale di recupero che ne ha esaltato il fascino vintage e arredato con preziosi pezzi d’antiquariato.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Sostando allo stand del Garden Club, ho osservato con piacere come donne di ogni età, dalla ragazzina alla madre di famiglia, seguivano le lezioni di decorazione floreale in programma.

Harborea 2017

Harborea 2017

Harborea 2017

Tanti visitatori hanno assistito a interessanti conversazioni al Caffè letterario, in cui si sono alternati scrittori e professionisti del verde. Nel frattempo signore agghindate a festa svolazzavano da uno stand all’altro, cinguettando tra loro. Collezionisti si mischiavano a semplici appassionati, giovani a famiglie con bambini. Insomma mai come quest’anno si è respirato un’atmosfera di profonda armonia e un commovente senso d’appartenenza. A distanza di un mese da uno degli eventi più drammatici nella storia della città, Livorno non si è lasciata andare ma dal fango ha cercato e sta cercando di rinascere proprio come fa un fiore di loto che sboccia e affonda le sue radici negli stagni melmosi ma il suo splendore resta intatto. Alla prossima!

Harborea 2017

 

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Una sosta ricaricabatterie alla Ménagère: concedersi un po’ di tempo per sé

Ormai le vacanze sono diventate un ricordo sbiadito. Nonostante questo non ci dobbiamo rassegnare ad adeguarci a uno stile di vita più monotono. La classica routine casa-lavoro vs lavoro-casa non deve essere intesa come una landa deserta e sterminata in cui è impossibile trovare un’oasi di ristoro. Ogni tanto concedersi una pausa per sé può essere di estremo beneficio, partendo proprio dalle cose più semplici. Basta solo volerlo!

Io ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo per me proprio un paio di giorni fa, passeggiando per le vie di una tra le città più belle al mondo, Firenze. Ci vado spesso, almeno due volte al mese, e quasi sempre mi stupisce, offrendo alla vista scorci inediti. Però, in quest’ultima occasione sono voluta tornare in un posto che  conoscevo e di cui ho già parlato in un precedente post.

Artemisia Florence

Dopo aver girovagato quasi un’ora per il centro, ho imboccato Via de’ Ginori e a metà strada ho deciso di fare una sosta alla Ménagère. Mi sono assicurata un posto a sedere davanti al bancone floreale Artemisia, negozio integrato al concept-restaurant, e ho ordinato una crostatina alla frutta fresca e un tè al limone e citronella. Da questa prospettiva privilegiata mi sono divertita a fotografare in diretta alcuni attimi di vita di persone sconosciute.

concept-restaurant Florence

Delle ragazze straniere con jeans strappati all’altezza del ginocchio e gli orli sdruciti portavano enormi cuffie e facevano scivolare a velocità supersonica le loro dita sullo smartphone, una giovane mamma dai tratti somatici orientali baciava la sua bambina che si ostinava a non voler mangiare il croissant della colazione. I camerieri si muovevano in silenzio, quasi in punta di piedi, tenendo in equilibrio vassoi di tazze fumanti. Tutti erano immersi nel loro mondo e davvero raro era poter scorgere uno scambio di sguardi o di parole.

D’altronde non ci deve stupire che in questi tempi moderni ci sono solo il click dei cellulari, delle parole scritte su Whatsapp e sui social media, a dettare le ore della vita. Tuttavia nutrirsi esclusivamente di  tecnologia non servirà a colmare il senso di vuoto e inadeguatezza che spesso ci tormenta. Forse l’idea di riprendere l’abitudine di raccontarsi e raccontare guardandosi negli occhi, ci farebbe sentire meno soli e distanti. Impariamo a essere meno virtuali e torniamo a essere più reali, cominciando proprio da noi stessi. Voi che ne dite? Alla prossima!

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Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda e Invicta: i marchi che hanno segnato l’adolescenza degli anni Ottanta

Un paio di settimane fa milioni di ragazzi hanno fatto ritorno – la maggior parte credo con sterile entusiasmo – tra i banchi di scuola. Allora ho fatto anch’io un salto nel passato, iniziando a sfogliare l’album dei ricordi. Mi sono rivista bambina e poi ragazzina a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Con nostalgia ho ripensato a quei marchi che hanno segnato la mia adolescenza.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Un passato sfumato, andato ma comunque parte indelebile del mio vissuto. Proprio come allora, pochi giorni fa mi è capitato  di trovarmi con la faccia incollata alle vetrine di cartolerie che esponevano zaini, astucci, quaderni e una miriade di penne colorate. Una tentazione a cui mi è sempre stato difficile resistere. Quanto mi piaceva entrarci ed essere avvolta dall’odore inconfondibile della carta e dal profumo di nuovo che aleggiava ovunque.

A dire la verità già prima dell’estate, in una sorta di rito iniziatico, volevo a tutti i costi comprare il diario per l’anno successivo. Aspettavo quel momento con la stessa concitazione di quando gli americani aspettano il nuovo modello di IPhone.

Ne ho avuti tanti e alcuni li conservo ancora,  ma i miei preferiti erano firmati Naj-Oleari e durante gli ultimi anni del liceo sono stata contagiata anch’io dalla Smemoranda mania. La mitica Smemo non era un diario tradizionale bensì un’agenda libro in cui si annotava di tutto, dalle citazioni ai brani di canzoni, dalle dediche degli amici alle proprie emozioni. Tutto tranne i compiti. Insomma funzionava come uno smartphone.

La borsa, modello a cartella, della Naj-Oleari fu un altro oggetto del desiderio negli anni Ottanta. Mi ricordo perfettamente le fantasie fresche e leggere dallo stile perfettamente riconoscibile – dalle api ai fiorellini – che hanno conquistato generazioni di giovani. Così come Camomilla, un marchio decisamente più romantico e dal tema prevalentemente floreale. Senza dimenticare gli zaini Invicta, un altro oggetto cult ma decisamente più sportivo.

Naj-Oleari, Camomilla, Smemoranda, Invicta

Una rivoluzione stilistica che certamente mi è rimasta scolpita nella memoria e che mi piacerebbe in qualche modo rivivere. Perché? Perché significherebbe prima di tutto tornare giovane. Non so se è poco. Alla prossima!

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Quando l’amore si trasforma in immagine

Riva Mare Livorno

È proprio vero che le immagini valgono più di mille parole. Si è detto moltissime volte nel corso degli anni ma può capitare di averne una chiara testimonianza solo quando lo sperimenti direttamente sulla tua pelle. A me è capitato pochi giorni fa, facendo una passeggiata lungomare a Livorno, poco prima che un oceano d’acqua impazzita travolgesse giovani vite e migliaia di case.

Ero immersa nei miei pensieri quando all’improvviso i miei occhi si sono posati su una coppia, tranquillamente seduta su delle poltroncine da regista in riva al mare. I loro volti non si sono concessi al mio sguardo, dato che li ho sorpresi di spalle, così ho potuto solo immaginare come fossero quelle due persone.

Ci stavamo avvicinando all’ora del tramonto e probabilmente anche loro – avevano avuto la mia stessa idea – erano venuti ad ammirare le tonalità calde del sole quando si tuffa in mare per andare a riposarsi. Ho sentito l’urgenza di immortalare questa scena dopo che aveva suscitato in me una sensazione di disarmante tenerezza.

Dalla loro postura leggermente incurvata ho ipotizzato che questi signori fossero un po’ su con l’età, il volto disegnato da qualche ruga e le mani piene di nodi. Dai loro cappelli era facile intravedere qualche filo argentato.

Probabilmente anche la loro vita era sulla via del tramonto, ma non per questo meno interessante. Stavano osservando il mare, uno spazio senza confini, avvolti dall’odore aspro di salsedine. Lì, da soli, fermi e in silenzio perché evidentemente non c’era bisogno di tante parole.

Pochi e semplici gesti mi avevano fatto intendere che tra loro ci fosse una certa intimità. Così mi è piaciuto pensarli coniugi, complici, amanti e amici.

Fino a quel momento il mio concetto sull’amore è stato molto confuso ma inaspettatamente vedere scorrere davanti a me una scena del genere mi ha aiutato a capirlo meglio. Oggi per me l’amore è racchiuso proprio nell’immagine di quei due sconosciuti in riva al mare. Alla prossima!